La Gazzetta dello Sport (F.Licari) – Non si vince uno scudetto a metà campionato, e la Juve dell’anno scorso ne sa qualcosa, ma 7 punti dopo 17 giornate sono proprio una bella botta. Per chi insegue naturalmente. Dopo che il Milan ha sbattuto sull’Atalanta ritornata bella, la Roma per quasi un’ora ha fatto quanto in suo potere per agevolare la fuga dei bianconeri. Riuscendoci. Adesso alle spalle di Allegri c’è il deserto o quasi. Dalla sfida per lo scudetto la Roma è «retrocessa» alla lotta Champions, con Napoli e Lazio in agguato. Buona Juve, non straordinaria, ma essenziale, cinica, superiore anche mentalmente, e 25° successo di fila in casa (100 punti nel 2016). Partenza choccante invece per la Roma: un inizio che ha condizionato tutti i 90’. Segna il solito tremendo Higuain, ma la prima responsabilità dell’1-0 è di Spalletti che ha sbagliato scelte cruciali. E non sono pervenute risposte neanche dai più attesi, Nainggolan (escluso il finale), Dzeko, Perotti, come fossero arrivati scarichi allo scontro che valeva una stagione.

HIGUAIN! – Più squadra la Juve, più affamata, più quadrata, più…Higuain: all’argentino è bastato un pallone dei suoi per recuperare le sensazioni di Napoli e quelle del derby, un tiro forte e angolato. Bum. «Colpita» dall’improvviso vantaggio tattico offerto da Spalletti, però, la Juve ha sofferto lo stesso negli ultimi 20’, pur avendo le migliori occasioni con Sturaro, quando s’è ritirata inspiegabilmente davanti a Buffon. E tenendo così viva una sfida che poteva essere seppellita ben prima, anche per gli errori di Spalletti. Il primo sbaglio è enorme: Gerson sulla destra del 4-2-3-1, al posto di Salah non al meglio, dimenticando El Shaarawy (ma perché?). Il brasiliano non gioca mai, non è ancora pronto ai ritmi della Serie A e inoltre da esterno è fuori ruolo: come essere in dieci. Un’invenzione che il tecnico poteva risparmiarsi. La Juve ci mette 30 secondi per capire e va all’aggressione di un avversario in stato confusionale e in virtuale inferiorità numerica. Dopo 14’ l’argentino strappa con furia la palla a De Rossi, si muove in diagonale senza essere ostacolato da Fazio e Manolas, e scaraventa la solita botta imparabile. Game over.

MANDZUKIC-STURARO Il controllo del 4-3-1-2 di Allegri è totale, con Khedira che si allarga a destra per tamponare eventuali discese di Emerson, e con l’incontenibile Sturaro che si sdoppia tra Strootman e Nainggolan quando quest’ultimo sfugge alle cure di Marchisio. Pjanic non fa grandi cose, ma serve a far circolare la palla. Senza l’appoggio del belga, invece, Dzeko resta solo tra Rugani, sempre più affidabile, e Chiellini: perché Perotti e Gerson sugli esterni sono due fantasmi, e perché la coppia De Rossi-Strootman fatica a contenere, altro che impostare. La Roma non fa neanche in tempo a proporre il solito giochetto dell’esterno che diventa ala, la famosa difesa «a tre e mezzo» di Spalletti, perché più che altro c’è da resistere alle aggressioni di Mandzukic in condizioni psicofisiche spaventose, da guardare Higuain e anche Khedira e Sturaro che affondano a turno. Soprattutto Sturaro nella ripresa si troverà due volte solo davanti a Szczesny, facendosi sempre parare la botta da gol sicuro.

SPALLETTI 4-2-4 – E… Nel secondo tempo cambia qualcosa, ma più che altro per la Juve che fatica improvvisamente a gestire il vantaggio. Si fa male Pjanic ed entra Cuadrado: Allegri ha la bella idea di passare al 4-4-2 concedendo al colombiano la solita licenza di affondare, lasciando più spesso Khedira dietro le due punte, quasi come fosse ancora 4-3-1-2. La mossa disorienta la Roma, però Cuadrado non è in serata. E poi, in eccesso di prudenza, Allegri inserisce Barzagli per Lichtsteiner per un 4-4-2 più blindato. Male. La quasi contestuale entrata di El Shaarawy, con la Roma che passa al 4-2-4, cambia la fotografia della partita: la Juve si abbassa e non riesce più a ripartire, la Roma pressa ma non riesce a essere di fatto pericolosa. Nainggolan dimentica le esitazioni e dà ritmo. Il baricentro si alza e il contropiede della Juve fatica a ripartire, anche perché Higuain è ormai stanco e Dybala non entra in partita come nel derby. Ma chi rischia di far gol è più che altro la Juve con Sturaro.

E ORA SUPERCOPPA – Per la Juve il campionato riparte nel 2017. Dopo aver stabilito il record di spettatori e di incasso dello Stadium, adesso va in Qatar per giocarsi la Supercoppa con il Milan che al momento è a -9. Non tutto è perfetto, ma se qualcuno è infortunato o giù di forma ecco Rugani, Sturaro e un Mandzukic attaccante, ala, esterno di centrocampo, irriducibile. Vediamo cosa è successo a Pjanic, fin qui però non indispensabile. La Roma invece ha perso un’occasione per restare in gioco ma soprattutto è sembrata inferiore come squadra, proprio quando si parlava della sua organizzazione eccellente. Non sarà facile recuperare.