La Gazzetta dello Sport (M.Cecchini) – Il legame che c’è tra Daniele De Rossi e la Roma, a volte, prescinde la logica per incagliarsi solo nel sentimento. Lo rivela questo piccolo aneddoto raccolto negli ultimi giorni. Dopo la sconfitta nel derby di campionato e le relative polemiche per il gesto non proprio oxfordiano che il centrocampista ha riservato a uno dello staff tecnico della Lazio, un dirigente giallorosso ci ha detto: «Sì, va be’, Daniele avrà sbagliato, ma ti ricordi quando all’andata, dopo il primo gol, fece quell’urlo di gioia? Secondo me, se andiamo all’Olimpico, si sente ancora rimbombare».

TORNARE A SCUOLA – Ecco, una considerazione del genere te l’aspetti dal tifoso, da quei ragazzi di Ostia che ieri De Rossi è andato a trovare nella sua ex scuola, la «Giovanni Paolo II» («parlare con in bambini è stato bellissimo», ha detto Daniele»), non da chi è deputato a discutere un rinnovo contrattuale non banale che, come da gioco delle parti, mira reciprocamente al migliore interesse. Invece De Rossi – proprio adesso che la Roma ha deciso di ammainare la bandiera Tottiper il club diventa l’anello di congiunzione tra presente e futuro. Quanto basta per ipotizzare che, metabolizzata la partita contro la Juventus – l’Avversario – la società stringa i tempi per materializzare l’accordo. Che probabilmente sarà di un anno (con opzione per il secondo) a circa 4 milioni a stagione. «Lui è un ragazzo fantastico – ha detto Monchi –. L’interesse comune è trovare un accordo, e dovremmo essere particolarmente imbranati per non riuscirci». E figuratevi che ieri Castrogiovanni, ospite a Trigoria, lo ha benedetto così: «È un guerriero, potrebbe giocare a rugby».

CIAO FRANCESCO – «Io credo di essere un fortunato, non ho mai finto perché ho vissuto un grande amore – ha detto l’azzurro a Sky –. È normale che tutto questo mi renda protagonista nel bene e nel male. E quando le cose vanno bene ho una felicità addosso incredibile». Una nota malinconica vibra quando parla di Totti. «Tra poco smetterà ed è una cosa che ti colpisce. Il mondo della Roma cambierà e sarà strano. È un grande dispiacere perché qualcosa che ti viene tolto».

NEL CLUB – Ai tifosi giallorossi, però, non sarò tolto Daniele. Per il momento, infatti, le strade di De Rossi e Totti si separano. «Mi sento ancora forte, un calciatore vero – ha detto a «Undici» –. Ci sono quelli che vogliono smettere presto e quelli che vogliono smettere a 40 anni: penso di voler fare una via di mezzo». Quindi, chiudendo il prossimo contratto nel giugno 2019, a 36 anni potrebbe essere l’età giusta. E dopo? Rivelazione: il fascino della panchina esiste. «Fare l’allenatore potrebbe piacermi. Vedo tanti giocatori dire: io il tecnico mai, quando smetto sto in vacanza una vita. Poi, dopo sei mesi, farebbero qualunque cosa per allenare anche in serie C. Io, invece, non lo escludo. Con i tempi giusti mi potrebbe interessare». De Rossi oggi e domani. Poi forse, senza fretta, anche per sempre.