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Juve & Barça a braccetto. Brividi Roma e Napoli

di Redazione

Corriere della Sera (P.Tomaselli) – Leo Messi per la Juventus, Guardiola per Sarri, Conte e Simeone perla Roma. Ce n’è uno di troppo: i giallorossi hanno pescato due big come Chelsea e Atletico nel loro girone e iniziano in salita la loro strada verso gli ottavi di Champions. Juve e Napoli hanno solo un grande avversario, rispettivamente Barcellona e City e altre due avversarie più deboli, ma che possono rosicchiare qualche punto a chiunque. Il gran cerimoniere Francesco Totti ha scherzato con Gigi Buffon, tra sguardi e sorrisi: prima perché il romanista non estraeva mai il nome della Juventus dall’urna di Montecarlo. Poi perché ha pescato il Barça. Ma le due squadre estratte (in coppia con Shevchenko) per la sua Roma, che affronterà anche la lunghissima trasferta di Baku, sono toste: «Ma il girone è tosto anche per i nostri avversari — rilancia Totti, molto emozionato per il premio alla carriera ricevuto dalla Uefa — perché sfidare la Roma non è semplice per nessuno. Chelsea e Atletico sono top club, ma possiamo batterle». Si parte all’Olimpico contro gli spagnoli, ultima sfida in Azerbaijan. Il Napoli, oltre al City che si è rinforzato spendendo finora 244 milioni, ha trovato forse la formazione più abbordabile di prima fascia, lo Shakhtar Donetsk allenato dal portoghese Fonseca e con una nuova pattuglia agguerrita di brasiliani e argentini: per i danni causati dalla guerra con la Russia alla Donbass Arena, gli ucraini giocano a Kharkiv e sarà lì che il Napoli esordirà. Il Feyenoord campione d’Olanda, con Giovanni Van Bronckhorst in panchina, completa il quadro per i sarriani, suggestivo e senza tinte fosche: «Bellissime sfide in Champions! Avanti così tutti appassionatamente» ha twittato non a caso il presidente Aurelio De Laurentiis. Sarri voleva evitare il Real Madrid e incrociare lo United di Mourinho: è stato accontentato a metà, ma il duello con Guardiola sarà tutt’altro che banale. La Juve vice campione ritrova il Barcellona, superato di slancio nei quarti dell’ultima edizione: per Allegri sarà addirittura la sfida numero 12 ai blaugrana, ma il tabù è già stato spezzato ad aprile e la Juve va subito al Camp Nou senza complessi di inferiorità. «Hanno cambiato qualcosa che incideva» dice Buffon, riferendosi alla partenza di Neymar. «Dobbiamo uscire dal sorteggio col sorriso — chiosa l’a.d. Marotta — se no saremmo limitati in ciò che vogliamo: siamo la Juventus. Abbiamo la consapevolezza che il destino dipende da noi. Il Barça? È un po’ indebolito ma ha sempre grande qualità». Massimiliano Allegri va un po’ controcorrente: «Girone più equilibrato di quello che sembra. Saranno decisive le trasferte». La Juve parte appunto a Barcellona e chiude ad Atene il 5 dicembre, tre giorni dopo la super sfida in campionato contro il Napoli (che andrà a Rotterdam per l’ultimo match col Feynoord). Contro l’Olympiacos tre anni fa la Juve perse ad Atene e vinse all’ultimo minuto a Torino, giocando perla prima volta col rombo di centrocampo. Lo Sporting Lisbona era una delle squadre più attrezzate della quarta fascia: il suo allenatore, Jorge Jesus, è quello che aveva ingabbiato Conte col Benfica in semifinale d’Europa League. Nella volata col Barcellona nessun dettaglio va trascurato, perché l’unico altro girone da cui uscirà una seconda fortissima è quello con Bayern e Psg. E arrivare primi può essere fondamentale.