Juan: “Il Flamengo è il mio primo amore, la Roma la mia passione. Ho trascorso anni bellissimi a Trigoria” – VIDEO

Il difensore brasiliano ha rilasciato un'intervista a Roma TV, all'interno della rubrica "A casa dell'Ex", tornando sul suo passato in giallorosso

di Redazione

Proseguono le interviste agli ex calciatori giallorossi, all’interno della rubrica “A casa dell’Ex” di Roma TV. Il protagonista di oggi è Juan, difensore brasiliano che ha vestito la maglia romanista dal 2007 al 2012, raccogliendo 119 presenze. L’ex numero 4 della Roma è tornato sulla sua esperienza a Trigoria, parlando anche di come sta vivendo questo particolare momento caratterizzato dal Coronavirus. Di seguito, le sue dichiarazioni:

Come stai?

Sto bene, sto passando questo momento un po’ diverso, con la speranza che tutto finisca bene.

È un momento particolare per tutto il mondo, come stai vivendo queste giornate?

Qua in Brasile siamo più fortunati rispetto all’Italia, perché lì è successo prima e abbiamo avuto modo di imparare anche come comportarci, mi dispiace moltissimo per l’Italia. Sono a casa con i miei, con un bambino di 4 anni che gioca tutto il giorno. Faccio il papà ed il marito.

Hai un giardino per giocare? Ogni tanto esce fuori il pallone?

Abbiamo un balcone grande e ogni tanto giochiamo (ride, ndr).

Chi è il più forte tra i tuoi ragazzi?

C’è Gianluca, che è nato a Roma, che vuole fare il portiere e gioca bene. Anche a mia moglie piace giocare a pallone, siamo una famiglia di sportivi.

Come mai fa il portiere tuo figlio, non vuole fare il difensore come te?

Non lo so, ho avuto tanti amici portieri: Doni, Arthur, Julio Cesar, forse lo hanno influenzato e si è innamorato di questo ruolo. Se gli piace a lui va bene.

Sul lavoro attuale nel Flamengo.

Sì, ora lavoro fuori dal campo, ho avuto questa possibilità di continuare a lavorare nella società. Sono molto contento, devo ringraziare la società. Sto ancora imparando come lavorare, ma sono contentissimo di questa opportunità.

La tua esperienza vale tanto per i ragazzi del Flamengo che cominciano a giocare?

Sì, sicuramente, non solo al Flamengo, ma a tutti i ragazzi che giocano va trasmessa l’esperienza. In Europa succede di più di crescere in grandi squadre, in Brasile è più complicato, stiamo iniziando ora. Per me, come ex giocatore, credo che per un giovane avere l’esperienza di uno più vecchio è importante.

Il Flamengo è il tuo più grande amore, ma c’è una parte del tuo cuore anche qui a Roma?

Io dico sempre che il Flamengo è il mio primo amore, la Roma è la mia passione. Non si può giocare a Roma senza innamorarsi della squadra e della città, sono stato benissimo nei miei 5 anni lì. L’altro giorno mi è arrivato un video e ho visto l’iniziativa della Roma di regalare dei beni ai tifosi più anziani, è bellissimo. Questo rapporto tra la società e i tifosi è molto importante per la squadra.

Se pensi alla Roma, qual è il primo ricordo che ti viene in mente?

Sono tantissimi. Tutte le volte che sono sceso in campo all’Olimpico, con quell’atmosfera e quei tifosi.

Ti è dispiaciuto, per pochi anni, non aver incontrato Aldair a Roma?

Sì, sarebbe stato un sogno. È chiaro che Aldair è più grande di me, ma sono già molto contento di aver vestito le maglie del Flamengo e della Roma, due squadre in cui lui ha giocato. Aldair è sempre stato un punto di riferimento per me.

Su Roma-Inter del 2010.

È stata una bella serata. Ieri ho visto un video di Maicon che ha fatto quella stagione contro la Juventus, gliel’ho inviato dicendogli che con quel gol mi aveva tolto lo scudetto. L’Inter era una squadra fortissima, se ci fossimo svegliati un po’ prima forse avremmo vinto lo scudetto che si poteva vincere.

Ti ha pesato di più non vincere uno Scudetto con la Roma o un Mondiale col Brasile?

Bella domanda (ride, ndr) il Mondiale è il Mondiale. Lo Scudetto con la Roma sarebbe stato un momento bellissimo. Se dovessi scegliere è difficile non dire un Mondiale che è il sogno di ogni bambino.

Hai mai immaginato la città di Roma in festa per lo scudetto?

Quando eravamo primi con Ranieri c’era un caos in città. Francesco (Totti, ndr) ogni tanto ci diceva cosa era successo in città quando avevano vinto lo Scudetto.

Quando tutto finirà, tornerai a Trigoria?

Con piacere. L’ultimo anno sono venuto due volte a Trigoria. Ho passato lì anni bellissimi, è sempre un piacere. Devo venire all’Olimpico perché da quando sono andato via ancora non ci sono tornato.

Sei rimasto nel cuore dei tifosi, come Aldair.

Ho avuto tanta passione nel giocare con la Roma, ma è impossibile paragonarmi a lui.