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Il Milan ha in pugno Kessie

di Redazione

La Gazzetta Dello Sport (L.Bianchin – C.Laudisa – C.Zucchelli) – «Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?». George Atangana, procuratore di Franck Kessie, ha risposto alla vecchia domanda di Nanni Moretti: si nota di più se non vengo. Atangana era invitato all’incontro di ieri tra Roma e Atalanta, con cui Monchi ­ addirittura ­ sperava di poter concludere l’affare e portare a Roma il centrocampista da Ouragahio, Costa d’Avorio. Invece niente, Atangana non si è presentato, cambiando un bel pezzo del mercato di maggio. La ricostruzione della vicenda, come in un filmone di strategie e mosse a sorpresa, merita un approfondimento, ma prima è giusto dire subito quali sono state le novità di giornata. Conclusione numero 1: Kessie ha rotto, almeno in parte, con la Roma e ora ha in mano il suo destino. Conclusione numero 2: il Milan ha sorpassato la Roma e nella grande corsa ormai è favorito.

ROMA – Il primo giovedì di maggio ha confermato un assioma del calcio moderno: spesso sono i giocatori a decidere le trattative. Kessie dimostra. Roma e Atalanta a gennaio hanno concluso un accordo per il trasferimento dell’ivoriano. Tutto fatto, anche nei dettagli. La Roma però non è mai arrivata alla stretta di mano con Atangana, procuratore di Kessie. Anzi, non ha mai avuto buoni rapporti con lui e non ha mai chiuso. Ha offerto un contratto da 1,2 milioni a stagione e ha aspettato, forte del patto stretto con l’Atalanta. Se avesse stretto i tempi, venendo incontro a Kessie, ora sarebbe al sicuro. La rottura è sempre stata sotto traccia, ora è evidente.

MILAN – L’attesa invece ha messo in partita il Milan. Fassone e soprattutto Mirabelli hanno avviato i rapporti con Kessie in inverno, quando il closing sembrava incerto, e hanno offerto un quinquennale da 2 milioni a stagione. Speravano in una svolta, l’hanno avuta. Il Milan ha portato il giocatore dalla sua parte e mercoledì ha incontrato l’Atalanta, preannunciando un’offerta di almeno 28 milioni, la stessa cifra per cui era stato trovato l’accordo con la Roma. Fassone­-Mirabelli e i Percassi hanno deciso di aspettare il 13 maggio per rivedersi: è la data dello scontro diretto Atalanta­-Milan. Tutto questo però è bastato per complicare ulteriormente l’appuntamento di ieri a Roma tra Luca Percassi e il duo Monchi­-Massara. L’incontro, allo studio legale Tonucci & Partners, è finito alle 18. La Roma ha confermato la sua offerta di 28 milioni e ha alzato quella per Kessie: da 1,2 a 1,8 milioni. Probabilmente, anche 1,8 più qualche bonus per arrivare a 2 milioni, con la possibilità di giocare la Champions. L’a.d. Gandini, in serata, ha commentato a Mediaset: «Il giocatore ci interessa, ma occorre essere d’accordo in tre». Ha ragione, perché ormai le offerte di Milan e Roma si somigliano.

E PETAGNA? – I dettagli però sono diversi. Roma e Atalanta hanno parlato anche della possibilità di inserire nell’affare Riccardo Marchizza e Marco Tumminello, difensore e attaccante del ‘98, di proprietà della Roma ma molto considerati. Milan e Atalanta invece hanno ragionato anche di Andrea Petagna, che in rossonero arriverebbe assieme a un 9 titolare. Il Milan lo ha ceduto all’Atalanta e conserva il diritto a una percentuale sulla futura vendita: avrebbe il 50% se Petagna venisse ceduto in estate, il 40% se la cessione avvenisse nel 2018. L’accordo si può leggere in un altro modo: Fassone e Mirabelli sanno che, se comprassero Petagna in estate, lo pagherebbero con… lo sconto del 50%. L’ipotesi è allo studio e ora la situazione è in mano a Kessie e, secondariamente, al Milan. Se tra 10 giorni temporeggerà, renderà misterioso il destino di Franck, che avrebbe chance di finire alla Roma, all’estero o… all’Atalanta. Se invece incontrerà i Percassi con la disponibilità economica di chi vuole sigillare un affare da 28 milioni, al 95% chiuderà la partita e piazzerà un cartello di pericolo nelle aree avversarie. Kessie tocca oltre 3,5 palloni in territorio nemico ogni 90 minuti, Kucka e Mati Fernandez non arrivano a 2. C’è differenza.