Stephan El Shaarawy sta trattando con lo Shangai, offerto un triennale da tredici milioni l’anno. Il calciatore non può non essere allettato dalla proposta, ma chi si sta occupando del suo trasferimento deve risolvere alcune tematiche legate alla luxury tax e alle fiscalità. La società cinese è pronta a presentare alla Roma una proposta di 14 milioni, ma i giallorossi ne chiedono almeno 20. Gli intermediari che curano gli interessi dello Shangai hanno già lasciato intendere che ritengono la valutazione della Roma eccessiva, considerando che l’attaccante ha un contratto in scadenza nel giugno 2020. Il club di Pallotta ha detto no alle richieste dell’entourage del faraone (4 milioni), pensando che avrebbe accettato l’offerta da 3 milioni più bonus a stagione. I soldi offerti sono tantissimi (quasi 40 milioni in 3 anni) ma le perplessità sono tante per un ragazzo di 26 anni che potrebbe avere altre offerte in Italia e in Europa. Trasferirsi in Cina con l’Europeo alle porte potrebbe significare abbandonare in anticipo la possibilità di competere per una maglia in Nazionale. Il ct Mancini lo ha già fatto capire: priorità a chi gioca nel nostro campionato o in tornei competitivi. La cessione di El Shaarawy, imprevista sino a pochi giorni fa, frutterebbe al club una nuova plusvalenza in ottica del 30 giugno, che sommata a quelle di Manolas e Dzeko aiuterebbe il club a raggiungere e superare quota 45 milioni. Lo scrive TuttoSport.