Il baby turco, una scoperta che fa scuola

Il Giornale (F.Ordine) – Monchi, il direttore sportivo arrivato dalla Spagna, ha raccontato con sinceritá un dettaglio decisivo a proposito dell’ultimo mercato romanista. Under é finito sul taccuino del club molto tempo prima che sbarcasse il dirigente a Trigoria. Meriti da dividere allora con chi ha avuto gli occhi (italiani) aperti nel riconoscere, nelle serpentine del giovanotto, il talento che da qualche settimana tiene in piedi la Roma. Ha spezzato le reni al Benevento, ha spianato la strada contro l’Hellas a Verona e ieri sera in Ucraina ha riscaldato i cuori dei romanisti con quel gol che ha illuso Di Francesco e il resto della squadra, tradita più tardi da qualche clamorosa disattenzione difensiva. Come tutti i giovanotti provenienti da un altro calcio, con un’altra lingua, abituato ad altri allenamenti e diversa alimentazione, c’è bisogno del tempo necessario per inserirli, per lucidarli e per farli entrare nei meccanismi di una squadra come la Roma che ieri sera é andata incontro all’identico destino del Napoli in Ucraina.

Se il tecnico della Roma e le vicende del campionato italiano hanno consentito a Under di spuntare all’improvviso dalle quinte, bisognerà applicare lo stesso criterio anche a qualche altro talento arrivato da noi con squilli di tromba. Ogni riferimento al portoghese André Silva presentato addirittura dai giudizi al miele di Cristiano Ronaldo é inevitabile. Gattuso continua a coltivarlo come si fa con un fiore di serra, curando le dosi di acqua e tutto il resto immaginando che quei 20 minuti con la Samp siano il segno di una vitalità finora sconosciuta.

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