CORRIERE DELLO SPORT (Lorenzo Scalia) – Per Hermoso è già scattato il conto alla rovescia affinché recuperi in tempo per la Juventus. Gasp ci spera. Perché vede in lui un titolarissimo, pronto a essere rilanciato già in RomaCremonese. La sfortuna, invece, ha impedito a Mario di scendere in campo all’Olimpico. Lo spagnolo, infatti, ha alzato bandiera bianca durante il riscaldamento, fermandosi precauzionalmente a causa di un risentimento muscolare all’ileopsoas. Non è nemmeno andato in panchina.

L’anno nuovo è stato complicato per Mario Hermoso: a metà gennaio ha rimediato una lesione di secondo grado al muscolo ileopsoas, il flessore dell’anca. Gli esami avevano escluso danni gravi, ma il recupero è stato tuttavia minato dalla pubalgia. Hermoso era rientrato contro l’Udinese, ma poi si è rifermato per una contusione al piede destro, con un ematoma che ha richiesto un ulteriore stop. Domenica, infine, questo nuovo fastidio muscolare, che ha imposto la massima prudenza. Tradotto in numeri, Hermoso nell’ultimo periodo ha saltato Milan, Stoccarda, Panathinaikos, Cagliari, Napoli e Cremonese, disputando solo 70 minuti a Udine e poco più di 20 contro il Torino.

Un’assenza pesantissima. Hermoso è infatti il prescelto per completare il terzetto difensivo con Mancini e N’Dicka. La sua esperienza, la personalità e la capacità di immergersi nel ruolo di braccetto lo rendono un perno insostituibile nel sistema di gioco romanista. In estate sembrava destinato a lasciare Trigoria, ma un faccia a faccia con Gian Piero Gasperini ha cambiato tutto. Pesa e non poco il suo curriculum, forgiato negli schemi dell’Atletico Madrid di Simeone. Ghilardi sta sostituendo lo spagnolo alla grande, mostrando doti fuori dal comune, ma per Gasperini il paragone non esiste.