Gervinho-Ljajic, la staffetta perfetta

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Nello strepitoso inizio di campionato della truppa giallorossa abbiamo notato che il nuovo tecnico Rudi Garcia ha spesso puntato su un blocco preciso di titolari, eccezion fatta per i casi di necessità riguardanti il turn-over. Da De Sanctis a Totti, passando per De Rossi e Pjanic, a differenza delle passate stagioni le gerarchie ora appaiono ben chiare e definite. L’unica pedina dell’undici titolare che rimane costantemente in dubbio al momento di stilare la probabile formazione romanista in previsione del match successivo riguarda l’uomo da affiancare a capitan Totti e Florenzi  per comporre il tridente offensivo.

Gervinho e Ljajic, infatti, settimana dopo settimana sembrano in grado di ribaltare i pronostici su chi sia il prescelto di Garcia per partire dal primo minuto. Questa sera a San Siro dovrebbe toccare ancora all’ivoriano prelevato in estate dall’Arsenal eppure ieri il tecnico romanista nella rifinitura ha provato titolare proprio il serbo ex Fiorentina. Una mossa che sa di pre-tattica ma che comunque lascia il dubbio fino alla fine su chi dei due si infilerà la maglia della Roma senza fratino per iniziare il match da titolare contro l’Inter.

La staffetta tra i due nuovi acquisti è stata più che proficua fino ad ora per i giallorossi se analizziamo alcuni dati statistici. Nelle prime 6 giornate Gervinho ha trovato 3 volte la via della rete, una volta contro la Sampdoria e due domenica scorsa contro il Bologna. In entrambe le circostanze l’ivoriano è andato in gol partendo da titolare. Al contrario Adem Ljajic, che come l’ex Arsenal ha siglato tre reti con la maglia della Roma, ha gonfiato la rete soltanto quando si è trovato a scendere in campo da subentrato, in ordine cronologico contro Verona, Lazio e Bologna.

Numeri che non lasciano spazio al caso e certificano che, almeno in questo momento della stagione, Gervinho sembra trovare più confidenza con il gol quando può spaccare le difese avversarie con le sue accelerazioni sin dal primo minuto di gioco mentre il talento serbo riesce ad essere devastante quando le squadre avversarie calano fisicamente e lasciano più spazi.

Proprio quegli spazi dove, in questo caso tanto Gervinho quanto Ljajic, hanno dimostrato finora di poter fare davvero male.

 

Matteo Luciani

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