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Genova tutta per noi

di Redazione

AS Roma Match Program (T.Riccardi)  “Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così che abbiamo noi prima d’andare a Genova. E ogni volta ci chiediamo se quel posto dove andiamo non c’inghiotte, e non torniamo più”. Parole e musica di Paolo Conte del brano “Genova per noi” datato 1975. Sembrano l’esatta metafora per descrivere la Roma quando va a giocare a pallone nel capoluogo della Liguria. Per carità, a differenza del quesito posto dalla canzone, da Genova si torna sempre indietro e ci mancherebbe pure. Però il risultato sul campo non è mai stato direttamente proporzionale alla bontà del pesto locale. Anzi, tutto il contrario. Basta vedere quante vittorie sono arrivate dalle parti di Marassi dal 1927: 21 su 120 tentativi tra Serie A e coppe. Solo due volte Genova è stata tutta per noi.

Solo due volte nella storia la Roma è riuscita a vincere in casa della Sampdoria e del Genoa in un torneo solo. Due. Stavolta potrebbe capitare ancora dopo l’1-0 al “Grifone” dell’8 gennaio scorso, incontro deciso dall’autogol di Izzo. Potrebbe, dato che non c’è due senza tre. La prima doppietta capita nell’era dei due punti, nel campionato post secondo scudetto. Nella stagione 1983-1984 la formazione di Liedholm supera la Sampdoria il 18 settembre 1983 con gol di Nela e Graziani che rimontano il momentaneo vantaggio di Guerrini. È la seconda giornata, Vierchowod gioca contro il suo passato prossimo. Un passato che lo aveva incoronato campione d’Italia il maggio precedente. E Nela, da cuore genoano, si prende una soddisfazione contro la sua ex rivale andando a segno nel suo vecchio stadio. Qualche mese dopo, il 19 febbraio 1984, il risultato finale contro i rossoblù è ancora più netto e senza appello: 0-2, doppietta di “Ciccio” Graziani. L’attaccante campione del mondo in carica torna a segnare due reti in una stessa occasione a distanza di 16 mesi dall’ultima volta. Poi c’è Falcao, che scalda le mani dei tifosi presenti (tutti) con un numero da brasiliano. Quelle giocate che non amava dispensare troppo spesso, ma che talvolta buttava là come una richiamo al suo essere fuoriclasse totale.

L’altro bis genovano arriva ventiquattro tornei dopo, nel 2007-2008. Altra Roma e altro calcio. In panchina c’è Spalletti e non più Liedholm. In classifica valgono tre punti e non più due. Il calendario prevede Genoa-Roma, una gara particolare. Non tanto per l’importanza del turno di in sé (tredicesimo), ma perché è la prima partita dopo la morte del tifoso della Lazio Gabriele Sandri. C’era stata una settimana di stop, ma solo per le nazionali. Il match alla ripresa sarebbe stato proprio al Luigi Ferraris di sabato 24 novembre 2007, alle 18. Vince la formazione capitolina in maglia bianca con un colpo di testa di Panucci al novantesimo. 0-1. Lo stesso Panucci entra anche nel tabellino dei marcatori di Sampdoria-Roma 0-3, valevole per la trentaseiesima. È il 4 maggio 2008. Oltre al difensore di Savona segnano Pizarro e Cicinho. Il successo permette ai giallorossi di portarsi a tre punti dalla vetta occupata dall’Inter sconfitta nel derby con il Milan. Nella volata tricolore avranno la meglio i nerazzurri di Mancini. Come pure nel 1984, la Juventus è campione d’Italia e la Roma seconda. Quest’anno è una storia diversa e una Roma diversa. E Genova può tornare tutta per noi.