Il Tornatora

Florenzi: “Noi contenti ma fanno tristezza quelle due curve vuote”

di Redazione

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La Repubblica (F.Ferrazza) – Il primo derby con la fascia da capitano, la prima rete contro la Lazio. È di Alessandro Florenzi una delle facce più stravolte e felici del pomeriggio romano. Anche se l’inevitabile retrogusto amaro lasciato da questa stracittadina non riesce ad esser spazzato via neanche dal dilagante 4-1. «Questo derby per me ha valore 99 su 100 – ammette Florenzi – vi dico la verità, a me non è piaciuto. Sarei un ipocrita a dire che è tutto bello, ma non parlo solo dei tifosi della Roma, ma anche di quelli della Lazio. Sono due tifoserie fantastiche e non è giusto che questa gara sia stata giocata senza di loro. Giocare con la fascia mi ha dato la spinta giusta, ma segnare davanti alla curva piena sarebbe stato ancora più bello. Finora al derby non avevo fatto grandi partite, ho imparato a gestire le emozioni. Adesso non molliamo il Napoli».

L’obiettivo è insidiare il secondo posto della squadra di Sarri, distante solamente sei lunghezze, con lo scontro diretto da giocare all’Olimpico. «Ma quattro punti sono tanti – sfoggia prudenza, Spalletti dobbiamo guardare tutto ciò che ci passa intorno e farci trovare pronti. Dovremo essere bravissimi per riuscire ad agganciare il Napoli, anche se deve venire a giocare da noi e stiamo esprimendo un buon calcio: battendoli gli metteremmo un po’ di frenesia». Sul derby, poi. «Abbiamo fatto una gara perfetta a livello tattico, le scelte le hanno interpretate bene. Quando giochi contro le squadre di Pioli, non puoi vincere facilmente una partita così: Ruediger e Manolas nell’area sono stati due giganti. E poi El Shaarawy e Perotti: sono stati eccezionali. È andato via quello più forte, Gervinho e abbiamo trovato loro due e la squadra ha messo in risalto le loro caratteristiche».

E Totti? «Sono il primo ad esser dispiaciuto di non averlo messo, ma quando faccio l’allenatore devo considerare anche altre cose». Il numero dieci, insieme a De Rossi, ha però esultato insieme ai compagni ad ogni gol. «Se loro due la vivono in questa maniera fanno crescere altri giocatori forti perché attraverso la loro partecipazione tutti gli altri prendono forza e si hanno altri De Rossi e Totti», la lettura di Spalletti, che ha tenuto in panchina all’inizio anche Dzeko. «È entrato bene in partita, anche se è sempre la squadra che reagisce. Ha fatto un bel gol, che sembrava facile, ma la palla era rimbalzata male». Ed il bosniaco ad ammettere di non digerire poi troppo la panchina. «Non è semplice per me, lo sa bene anche il mister. Non avere questa fiducia, non essere titolare, sarebbe più facile per me sentire la fiducia, avere la confidenza del tecnico. È vero, ho fatto degli errori, ma ho anche bisogno di dimostrare il mio valore e posso farlo soltanto giocando». Inebriato dal derby, Nainggolan, uno dei migliori in campo. Prima balla in panchina mentre lo stadio romanista canta “Ma che siete venuti a fa”, poi twitta, a caldo, un video della festa vissuta nello spogliatoio giallorosso.