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Ricominciare o fermarsi. I club sono pessimisti. La FIGC: “Proviamoci”

di Redazione

La Gazzetta Dello Sport (A.Gozzini) – La Serie A riflette ma sarà la situazione sanitaria del Paese a dettare i prossimi passi. Ieri in Assemblea non si è parlato di questo argomento: inutile discuterne a fine marzo, in piena emergenza. L’appuntamento è stato rimandato alla metà della prossima settimana e poi ancora prima di Pasqua, quando la cornice potrà essere più chiara. Nel frattempo reggono tutte le ipotesi compresa quella del 16 maggio, uno scenario comunque difficile da prevedere. Anche la Uefa ha spostato in avanti l’eventuale ripresa delle competizioni, ma di nuovo tutto dipenderà dagli eventi. L’organo europeo ha poi dato priorità ai campionati nazionali rispetto alle coppe, che potrebbero essere rivisite nella formula e concentrate nelle ultime due settimane di luglio. Oppure combinare coppe e campionati lungo i due mesi. Per molti sarebbe un errore andare oltre il 30 giugno. Diversa la posizione di Gravina: “Fin quando avrà la responsabilità, conserverò la speranza di far finire i campionati. Farò qualsiasi tentativo, anche sfruttando luglio e agosto“. La proposta Uefa suggerisce inoltre di definire i calendari secondo un piano simultaneo: Ligue 1, Bundesliga, Liga e Premier League dovrebbero riprendere negli stessi giorni, ma le condizioni sono differenti di paese in paese. L’umore tendente al pessimismo accomuna i vertici dei club, che continuano a ragionare su come meglio assorbire il contraccolpo economico.