CORRIERE DELLA SERA (Ugo Trani) – Dybala in gruppo. Solo dieci minuti, però. Il ginocchio sinistro non permette i cambi di direzione e di calciare. Paulo esce dal campo, mentre Gasp lo guarda sconsolato. Il tecnico lo avrebbe voluto titolare accanto a Malen. E’ successo solo in due match: 76 minuti contro il Torino, 69 contro il Milan. Gian Piero Gasperini, dopo averlo convocato con la Juventus, ha sperato fino a mercoledì sera di averlo per la partita contro il Genoa. Niente da fare. L’infiammazione al ginocchio lo tormenta dal 25 gennaio. Gli esami strumentali non hanno evidenziato lesioni e proprio per questo motivo gli è stato consigliato l’intervento dallo specialista di fiducia dei Friedkin. Avrebbe dovuto procedere con l’artroscopia a fine gennaio, ma adesso l’intervento sembra sempre più probabile.
La Roma, in piena corsa Champions, si ritrova dunque senza punte, con tutto il rispetto per Vaz, Zaragoza e Venturino. Poco mirati i rinforzi invernali, a parte Malen, conoscendo le condizioni fisiche della Joya, Ferguson e Dovbyk. A Marassi, saranno sei gli assenti. Gli infortunati Dovbyk, Ferguson, Dybala, Soulé e Hermoso più lo squalificato Wesley. Poi fino alla pausa per i playoff mondiali, altre quattro partite: le due di Europa League contro il Bologna (fuori casa il 12 marzo e all’Olimpico il 19) e le due di campionato contro il Como (in trasferta il 15) e il Lecce (in casa il 22). Previsioni sui recuperi non è il caso di farne. Da qui alla sosta qualche speranza quasi solo per Hermoso e Soulé.
Ieri intanto Gasperini ha incontrato gli studenti dell’Università Cattolica: “Dalle sconfitte si impara molto di più che dalle vittorie. Se con la Juve fosse finita 3 a 2, saremmo stati molto più felici senza però andare a vedere gli errori fatti. Sono venuto a Roma per mettermi in gioco: se fai bene la gratificazione è più alta. Essere nella Roma deve darci grande coraggio”. E ha chiuso con un “Daje” che ha scatenato un boato.



