Il Tornatora

Difra Lab sta costruendo la sua creatura. Aspetta un centrale, cerca i gol

di Redazione

Corriere dello Sport (G.D’Ubaldo) – A diciotto giorni dall’inizio del campionato tastiamo il polso alla Roma di Di Francesco, al termine della prima fase di lavoro (ritiro a Pinzolo e tournée americana), prima degli ultimi due test previsti in Spagna a pochi giorni dal debutto contro l’Atalanta. Il tecnico da domani riprenderà gli allenamenti a Trigoria, dove lavorerà molto dal punto di vista tattico, per mettere a posto alcune situazioni che devono migliorare. Da domani comincia la sua avventura da team manager anche Morgan De Sanctis, mentre Totti sarà operativo con l’inizio del campionato e non ha ancora firmato il nuovo contratto. Dopo aver annullato l’amichevole di Avellino, Di Francesco non ha voluto inserire un’altra partita, preferendo lavorare a Trigoria. Vediamo reparto per reparto a che punto è la Roma.

DIFESA – Di Francesco è molto soddisfatto di Alisson, è lui il portiere titolare, le gerarchie sono ben definite. Dietro manca un uomo e finora per la coppia di difensori centrali il nuovo allenatore ha dovuto arrangiarsi. Manolas ha cominciato ad allenarsi negli Stati Uniti, ma si è subito infortunato. Tra i quattro difensori centrali al momento a disposizione (gli altri sono Fazio, Juan Jesus e Moreno), l’unico sicuro del posto è il greco, che si è detto certo di restare alla Roma dopo essere stato vicinissimo ai cinque milioni all’anno dello Zenit. Fazio, protagonista con la difesa a tre, non offre lo stesso rendimento a quattro e fatica con la linea alta voluta da Di Francesco. Moreno finora non ha brillato e in attesa del recupero di Emerson Palmieri è considerato l’alternativa di Kolarov a sinistra. Anche Juan Jesus ha lo stesso limite di Fazio: non è abbastanza rapido per il nuovo dispositivo difensivo. Si è visto chiaramente contro la Juve. Ecco perché Di Francesco aspetta un altro centrale di piede sinistro.

CENTROCAMPO – E’ il reparto dove c’è più abbondanza. Ma anche qui c’è ancora da lavorare. De Rossi non è ancora quello della passata stagione e non verticalizza ancora come vuole Di Francesco. Da questo punto di vista è entrato più rapidamente nei meccanismi di gioco Gonalons, che però deve essere più rapido. Nainggolan non fa ancora i movimenti che vuole il tecnico abruzzese, quasi debba riadattarsi al ruolo di mezzala dopo essersi divertito a fare il trequartista con Spalletti. Ma è solo questione di abitudine. Strootman sembra il più pronto, Pellegrini si è calato con lo spirito giusto nella nuova/vecchia realtà e Di Francesco sta facendo di tutto per recuperare Gerson, che ha fatto qualcosa di buono in queste partite estive.

ATTACCO – Di Francesco vuole più concretezza lì davanti. Si creano molte occasioni, ma occorre più freddezza sotto porta. Defrel finora è stato utilizzato da esterno, ma gioca meglio al centro. In generale gli esterni devono puntare di più la porta. Preoccupano le condizioni di El Shaarawy, bloccato da una lombalgia da quando è tornato dalle vacanze. Dovrà fare nuovi controlli