Il Tornatora

Di Natale: “Peccato non essere mai arrivato alla Roma, è una grande società. Giocare con Totti sarebbe stato un sogno”

di Redazione

L’ormai ex calciatore Antonio Di Natale ha parlato ai microfoni della trasmissione radiofonica ‘La Signora in Giallorosso‘. L’ex centravanti di Empoli e Udinese ha speso belle parole nei confronti della Roma, alla quale per sua stessa ammissione è stato vicino molte volte durante la carriera. Queste le sue parole sulle frequenze di Tele Radio Stereo 92.7:

Sei stato molto spesso vicino alla Roma, purtroppo non sei mai arrivato con sommo dispiacere dei tifosi, come mai?
Purtroppo c’erano delle cose che non andavano bene, peccato perché la Roma è una grande società e giocare con Totti sarebbe stato un sogno.

Avresti segnato moltissimi gol al fianco di Totti…
Sarebbe stata una bella lotta per chi segnava di più.

Perché non si è mai concretizzato questo trasferimento?
Per l’Udinese in quegli anni ero incedibile e poi mi trovavo bene ad Udine e con il presidente.

Ti è dispiaciuto smettere, con il tuo fisico avresti potuto continuare per molti anni…
Si ma quando poi non c’è la testa perché vengono a mancare gli stimoli, c’è la voglia di appendere gli scarpini.

C’è qualche giocatore che ti ha colpito particolarmente in questo Mondiale?
Mi ha colpito molto il Belgio. Credo che è una squadra che arriverà in finale, ha tanti giocatori che stanno dimostrando di fare la differenza.

Ci sono squadre che hanno il dna della vittoria in queste competizioni?
Si, credo che la Germania anche ieri ha dimostrato di portare il cuore oltre l’ostacolo, alla lunga credo che arriverà in fondo.

Tornando alla Roma, nel periodo in cui giocavi come veniva considerata?
Quando giocavamo contro la Roma c’era sempre molto rispetto. Una squadra forte con tanti campioni capaci di fare la differenza. Poi quando si giocava all’Olimpico era uno spettacolo solo a vederlo, con il calore e i colori dei tifosi.

Parlando con un tifoso dell’Udinese, una volta mi disse: “Voi avete Totti, noi Zico e Di Natale”…
Beh Zico è entrato nella storia, era un giocatore formidabile. Io ho dato sempre il massimo nei dodici anni in cui sono stato ad Udine, costruendo anche un bellissimo rapporto con i tifosi.

Quando hai deciso di smettere?
Quando mi sedevo nello spogliatoio e vedevo intorno a me tutti ragazzi di 18-19 anni.

In un mondo come quello dello calcio tu hai sempre mantenuto un velo di normalità, pur segnando moltissimi gol…
Credo che alla fine conti quanto si fa in campo. Sono un po’ come Totti, mi è sempre piaciuto stare in famiglia, le altre cose le lasciavo fare agli altri. Il mio sport era il calcio e ho dimostrato quello che sapevo fare.

L’esperienza in nazionale?
Un’esperienza bellissima, mi ricordo specialmente quella finale persa agli Europei contro la Spagna. Se non avessimo incontrato loro probabilmente avremmo vinto noi.

Credi che questa nazionale possa tornare al vertice del calcio mondiale?
Si, anche la Spagna e la Germania hanno cambiato un po’ tutto. Sono convinto del lavoro di Mancini e spero che in qualche anno potremo tornare ai massimi livelli.

Qual è l’allenatore a cui devi di più?
Silvio Baldini. Mi ha fatto esordire in Serie B e mi ha dato una grande spinta per arrivare in Serie A. Poi ogni allenatore che ho avuto mi ha sempre insegnato qualcosa in più.

Il difensore che soffrivi di più?
Cordoba, perché era veloce come me ed era una bella lotta quando giocavamo contro.

Quale dei tuoi tanti gol ami andare a rivedere?
Quello contro il Chievo al volo, che assomiglia molto a quello di Totti alla Sampdoria.

Che cosa significa il digiuno per un attaccante?
Ci sono dei momenti che tocchi appena il pallone e fai gol, altri in cui non entra. L’attaccante forte è quello che capisce i momenti in cui va male e quelli in cui va bene. L’importante è riuscire a restare tranquilli.

La tua caratteristica era anche quella degli assist…
Si perché io non ero proprio una prima punta alla Inzaghi, giocavo un po’ più come Totti e mi piaceva servire i compagni e mettermi a disposizione della squadra.

Chi vince il Mondiale?
Germania.

Il prossimo campionato?
Credo che Roma e Napoli se la giocheranno con la Juventus.