Il Tornatora

De Rossi se ne va. Addio alla Roma, andrà negli USA

di Redazione

Schermata 2016-03-03 a 07.30.52

Il Corriere dello Sport (M.Evangelisti) – Non c’è nessuna operazione di sradicamento dalla terra che nutra la squadra, ci mancherebbe altro. Tanto che Francesco Totti, per esempio, avrà l’anno di glorioso interregno che chiede e giocherà ancora, probabilmente incantando, con la maglia di una vita. E Alessandro Florenzi, oltre alla fascia di capitano di quando in quando, possiede adesso uno stipendio di prima categoria e un contratto che arriva al 2019. La Roma dei romani non scompare in nome della globalizzazione. Ma esistono storie sui cui il sipario cala prima del previsto. O può calare. Daniele De Rossi non è agli stessi livelli numeri di Totti semplicemente perché è di parecchio più giovane: un’intera generazione in ritardo. Solo per questo è sempre stato Capitan Futuro, anche quando la fascia gli si è materializzata sul braccio per rimanerci. Accanto all’eterno presente di Totti, comunque, non sfigura: 512 presenze totali in giallorosso, con 54 gol, e 101 in Nazionale. Questa è la sua quindicesima stagione, la prossima di Totti sarà la venticinquesima, è tutto molto simibile, molto paragonabile.

VACANZE E LAVORO – La differenza chiave sta nel fatto che la vita di Totti è stata altra dentro e fuori, nell’epoca che ha segnato, nel carattere. Con ogni sua forza il capitano per antonomasia ha voluto restare nella Roma sempre e comunque. De Rossi non ha mai promesso nulla di simile. Sarebbe andato al Manchester United se nel 2013 gli inglesi si fossero svegliati appena una o due settimane prima. Che poi sia stato felicissimo di restare è un altro discorso. Adesso lo chiamano diverse realtà calcistiche, campionato emergenti in cui poter persino insegnare qualcosa. Gli Stati Uniti lo stuzzicano per le vacanze – e insieme con la moglie Sarah Felberbaum ha avuto la possibilità di girarli – come per il lavoro. I Los Angeles Galaxy lo hanno contattato, semplicemente e banalmente. Offrendogli 7 milioni per un numero imprecisato di anni. Un paio, come minimo. Ma non è l’unica proposta che gli è arrivata da oltre l’oceano che sta lì a sinistra sulla carta geografica. I New York City avevano avuto l’idea prima che cominciasse la scorsa stagione, quando la Roma non aveva né tempo né risorse da buttare alla ricerca di un centrocampista che fosse in grado di sostituire Daniele. E lui, dopo un periodo di gelo e scontentezza, aveva ripristinato pieni rapporti con il pubblico romanista.