Si è leader coi fatti. Al centro dell’arena. A parole sono bravi tutti, ma poi bisogna avere voglia e coraggio di rischiare in proprio, lasciare la zona del campo dove sei il migliore, o quasi, e andare a giocare in mezzo alla difesa, nella gara d’esordio, oltretutto contro i più forti del pianeta. Ecco perché Daniele De Rossi è sul serio un leader. Anche nel disarmante modo di andare incontro al suo tecnico. «Sì, al 99,9% gioco dietro, e la trovo una soluzione valida. Non sono né disperato né terrorizzato».Per Daniele «non ha senso parlare di emergenza, perché se non fosse stata una decisione meditata, Prandelli avrebbe sostituito Barzagli con un difensore puro, e qui ce ne sono di bravi. Ma lui vuole una squadra che costruisce, sempre».
«E se divento il migliore?» – Non è proprio un inedito comunque «con la Roma, spesso andavo a posizionarmi fra i due centrali in fase di ripiego. Basta essere tatticamente intelligenti. Non cerco alibi e scendo in campo con la convinzione di poter un giorno diventare il più forte difensore del mondo. Magari apro un nuovo capitolo della mia carriera… Sia chiaro, non voglio cambiare ruolo, né Prandelli vuole stravolgere la mia storia, ma si deve sempre giocare con la massima convinzione. Non mi va di mettere le mani avanti. Nel caso andasse male, non mi sentirete mai dire “è colpa del mister, ero fuori ruolo”. Conta la Nazionale, non il singolo».
«Nazionale pulita» – Buffon, su Facebook, ha invitato i tifosi italiani a sostenere la Nazionale «e a non dare retta a chi semina zizzania». De Rossi, sulle scommesse, ha la sua convinzione: «Non mischiate la Nazionale con lo scandalo. Chi è qui non c’entra nulla. Chi indaga non si inventa le cose, questo è sicuro, il calcio non è però tutto marcio. E io non sopporto di essere insultato per qualcosa che non ho fatto. Non voglio scaricare i colleghi coinvolti, ma la Nazionale è pulita. I tifosi ci diano fiducia. È troppo bello il clima azzurro, dove non esistono interisti, milanisti, juventini o romanisti». E allora testa all’esordio, e un avviso agli spagnoli: «Fanno bene a temere Pirlo, ma non sottovalutino Balotelli. Non è uomo da una sola gara. E’ giovane, eppure ha già vinto molto. Diventerà decisivo come Andrea. Magari inizia già qui in Polonia e poi in Ucraina. A parte la Spagna, siamo tutti sullo stesso livello. Sì, ho fiducia in questa Italia».
Problema razzismo«Zero avvisaglie a Varsavia, spero continui così. Altrimenti, saremo compatti attorno a Balotelli e Ogbonna. Ci vuole fermezza, e Platini non può rimanere insensibile se a un ragazzo (Mario, ndr), preso di mira da una tribuna intera, viene voglia di lasciare il campo».
Nuovo corso Roma – Chiusura dedicata a Zeman«Per lui non sono un difensore, ma nemmeno per Prandelli. In ogni modo, non devo mandare messaggi. Giocherò se e dove vuole l’allenatore. E’ sempre stata la mia filosofia». Freddino. D’altronde, Daniele era legatissimo a Luis Enrique. 

Gazzetta dello Sport – Mirko Graziano