Pagine Romaniste (G. Rufino) – La sconfitta contro il Torino conferma quanto la Coppa Italia resti una competizione indigesta per la Roma, più per limiti mentali e di approccio che per reale inferiorità tecnica. Tra rotazioni abbondanti, sensazione di priorità ridotta e correzioni tardive, la squadra di Gasperini ha finito per complicarsi una gara già di per sé insidiosa, contro un avversario con meno pressioni e più libertà. L’ingresso dei titolari nella ripresa ha restituito una Roma più presente, ma ha anche evidenziato l’ennesimo spreco di energie senza il risultato sperato.

Il momento simbolo resta il gol del giovanissimo Arena, capace di riaccendere speranze e orgoglio in una partita che sembrava scivolare via. Una luce nel buio, però insufficiente a nascondere varie fragilità: una fase difensiva troppo distratta e un attacco ancora poco lucido, soprattutto quando chiamato a fare la partita. Le seconde linee, anche stavolta, non hanno inciso come ci si sarebbe aspettato in una gara da dentro o fuori.

L’eliminazione pesa, perché significa rinunciare ancora a uno degli obiettivi stagionali, anche se il calendario più leggero potrà diventare un vantaggio solo se sfruttato davvero. Arena rappresenta una nota positiva e un segnale per il futuro, ma il quadro generale resta invariato: finché la Roma non affronterà tutte le competizioni con la stessa convinzione, la Coppa Italia continuerà a essere un’occasione persa più che un’opportunità reale.