Il Tornatora

Genoa-Roma: Lamela scalpita, Luis Enrique frena

di Redazione

Non parlategli di scudetto. Perché Luis Enrique non guarda i numeri, non bada alla classifica. Pensa solamente al prossimo avversario che, nel caso specifico, si chiama Genoa. E’ vero, a molti, pensando al Genoa e a Marassi, torneranno alla mente le immagini sgranate di una Roma Campione d’Italia. Proprio nella città della lanterna la squadra giallorossa, guidata allora da Liedholm, conquistò con una giornata d’anticipo il secondo scudetto della sua storia. Quel giorno l’auspicio di capitan Di Bartolomei, che sperava di “arrivare in porto col vessillo sulla nave”, divenne realtà. Le cronache recenti, precisamente della scorsa stagione, ci ricordano lo stesso campo come il teatro di uno psico-dramma consumato dai giocatori giallorossi: in vantaggio di tre reti a zero, e con il pallino del gioco saldamente in pugno, la Roma crollò e consegnò di fatto il secondo tempo ai rossoblu, capaci di realizzare 4 gol in meno di 45 minuti, e a divenire realtà furono le dimissioni di un incredulo (forse neanche troppo) Claudio Ranieri. Molto è cambiato, da quel giorno, a Trigoria. L’allenatore non è più Ranieri, oggi felicemente sulla panchina dell’Inter, e non è neanche Montella, che raccolse dal tecnico di San Saba la pesante eredità di una squadra allo sfascio nel corso della cessione della società. Baldini e Sabatini, gli uomini di fiducia del neo-presidente Tom DiBenedetto, hanno affidato le chiavi dello spogliatoio a Luis Enrique, giovane e probabilmente ancora acerbo, al quale non è mancato certo il coraggio di credere nelle proprie idee anche nel momento più difficile, e oggi ne sta raccogliendo i frutti, tanto che in conferenza, dove non più tardi di un mese fa qualcuno parlava di dimissioni, è stata sussurrata la parola scudetto.

NON LOTTIAMO PER LO SCUDETTO –  E’ questa, in sintesi, la risposta data oggi dal tecnico spagnolo, nel consueto incontro con la stampa prima della gara, a chi gli chiedeva se la Roma potesse competere per il titolo. Non è questione di scaramanzia, tantomeno di mancanza di fiducia verso un gruppo che, fin qui, gli ha sempre dimostrato lealtà. Il mister è semplicemente obiettivo e, piuttosto che sognare il tricolore, preferisce analizzare ciò che ancora non lo convince nel gioco dei suoi: “E’ presto per parlare di scudetto, non siamo una squadra così forte, siamo in fase di costruzione. Certo, il risultato è sempre importante ma c’è altro che conta, e se dovessimo vincere soffrendo come la scorsa settimana non potrei trarne una conclusione positiva”. Poi chiosa: “Siamo in progressione dal primo giorno, non sempre la crescita è stata regolare, ma ci siamo”. Ci va cauto Luis Enrique, e con lo stesso atteggiamento tratta il tema Lamela. La città, di fede giallorossa, si è già esaltata dopo il debutto, condito dallo straordinario gol, dell’ex River Plate. Ma il tecnico spagnolo, abituato a lavorare con i giovani, invita tutti a mantenere il giusto equilibrio: “Lamela ha giocato solo una partita. Ha 19 anni, esploderà quando farà tanti gol. Adesso ci vuole tranquillità”. Intanto, il giovane talento argentino potrebbe partire nuovamente dal primo minuto: complici le assenze di Totti, che a questo punto è in dubbio anche per la partita di sabato prossimo contro il Milan, e Pjanic, sofferente per un affaticamento al flessore della coscia destra, Luis Enrique potrebbe affidarsi ancora al “Coco” nel ruolo di trequartista. Pochi i dubbi sul resto della formazione che scenderà in campo domani (ore 20.45) al Luigi Ferraris. In porta confermato Stekelenburg, che ha incassato i complimenti di compagni e dirigenti dopo la buona prestazione offerta contro il Palermo. In difesa Cassetti e Burdisso sono sicuri di una maglia  dal primo minuto, mentre dovrebbe toccare ad Heinze far coppia in mezzo con Nico. Juan non è andato male contro i rosanero, tutt’altro, ma la prolungata assenza dai campi suggerisce al mister di concedere al centrale brasiliano un turno di riposo. A sinistra dovrebbe giocare Jose Angel, ma non sorprenderebbe l’utilizzo di Taddei dall’inizio. A centrocampo partiranno titolari De Rossi e Gago, con il trio composto da Perrotta, Greco e Pizarro pronto a contendersi l’ultima maglia. In attacco, come detto, Lamela dovrebbe giostrare alle spalle di Osvaldo e uno tra Bojan e Borini. Kjaer rimarrà a casa per recuperare dall’affaticamento muscolare alla coscia sinistra accusato nella seduta di lunedì.

SIRENE INGLESI – Sul fronte acquisti, giungono da oltremanica alcune indiscrezioni sulle prossime finestre di mercato della Roma. Secondo il Daily Mirror, infatti, la società capitolina sarebbe interessata a Rio Ferdinand, difensore del Manchester United. La clausola di 12 mln di sterline, però, potrebbe frenare l’interesse dei giallorossi nei confronti del 32enne centrale dei Red Devils. Altre fonti sostengono l’ipotesi, molto allettante, di un sondaggio della Roma per Tevez, in rotta con il City. I buoni rapporti tra la dirigenza dei citizens e DiBenedetto potrebbero favorire l’eventuale trattativa. Intanto il tycoon di Boston è atterrato martedì mattina, alle 7.30, a Fiumicino. Il numero uno giallorosso dovrebbe assistere al match della squadra a Marassi, mentre è fissata per la giornata di giovedì l’Assemblea degli azionisti della società capitolina. Tra i punti all’ordine del giorno, la nomina dei componenti del Collegio Sindacale, sia di parte americana che Unicredit, l’elezione a presidente di DiBenedetto e la nomina ufficiale di Baldini quale direttore generale.
E i tifosi, fiduciosi, aspettano che anche Luis Enrique parli di scudetto.
Marco Calò

Serie A: Genoa-Roma (mercoledì 26 ottobre, ore 20.45, stadio Luigi Ferraris).
Roma (4-3-1-2): StekelenburgCassettiHeinze, N.BurdissoJosè Angel Valdes; GagoDe RossiPerrottaLamelaBojan KrkicOsvaldo.
A disp: Curci, Taddei, Juan, Pizarro, Greco, Borini, Borriello. All: Luis Enrique.
Indisponibili: Totti, Pjanic, Lobont, Cicinho, Rosi, Kjaer.
Squalificati: /
Diffidati: /
Genoa (4-3-1-2): Frey; Mesto, Dainelli, Moretti, Antonelli; Rossi, Seymour, Veloso; Palacio; Merkel, Jankovic.
A disp: Lupatelli, Bovo, Granqvist, Kucka, Jorquera, Pratto, Caracciolo. All: Malesani.
Indisponibili: Ze Eduardo.
Squalificati: Kaladze.
Diffidati: /