Conferenza Di Francesco: “Dopo il Chelsea grande consapevolezza, ma niente cali di tensione. Scudetto? Ce la giochiamo” – VIDEO

di Redazione

Pagine Romaniste (F.Biafora) – Eusebio Di Francesco, tecnico della Roma, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della partita contro la Fiorentina. Queste le sue parole:

Questo mini ciclo si chiuderà con la Fiorentina. Che cosa le ha detto questo periodo, in cosa è migliorata la Roma e in cosa deve migliorare?
Grande compattezza di squadra. Io vorrei che continuassimo così piuttosto che migliorare. Perchè alla fine ci hanno detto che facevamo pochi gol e poi ne abbiamo fatti 3 al Chelsea, dimostrando grande solidità difensiva. Dobbiamo continuare su questa strada cercando di concedere poco agli avversari come stiamo facendo però cercando di migliorare determinati meccanismi, lavorando ancora di più insieme. E’ un peccato perchè c’è la Nazionale e non si potrà lavorare con tutti ma lo sapevamo. Sono soddisfatto però di quello che la squadra ha fatto fino ad ora ma non mi accontento perchè manca una partita molto delicata.

Come si gestisce l’entusiasmo generato dopo la partita contro il Chelsea?
L’entusiasmo che si è creato nello spogliatoio dà grande consapevolezza a quello che abbiamo fatto in questo periodo ma non deve dare abbassamento di tensione o presunzione e sentirsi bravini, questo non deve accadere. Ho cercato di trasmetterlo ai ragazzi e sono convinto che domani la squadra interpreterà la gara con grande voglia e determinazione come abbiamo fatto col Chelsea.

Se non dovesse giocare De Rossi, il capitano domani sarebbe Florenzi. Come sta dopo i problemi di martedì? Ci può essere una similitudine con Javier Zanetti?
Prima di tutto per essere capitano deve giocare. Ha avuto qualche problemino e oggi lo valuteremo, anche se credo di poterlo recuperare. Per caratteristiche tecniche con J.Zanetti secondo me non sono simili, caratterialmente sono molto simili. La predisposizione a giocare in diversi ruoli, il senso di appartenenza che avuto Zanetti per tutta la sua carriera. Per caratteristiche tecniche e fisiche no.

Monchi ha un po’ sdoganato la parola Scudetto, dicendo anche che la Roma è al livello di Napoli, Juve e Inter ma deve recuperare il terreno perso…
E’ vero. Dobbiamo recuperare il terreno perso per quello non siamo favoriti, stiamo rincorrendo il desiderio di restare attaccati alle squadre lì davanti e più avanti faremo delle valutazioni. E troppo presto per dirlo però siamo lì e abbiamo una partita in meno, questo è importante. Ma domani dobbiamo portare la partita a casa sapendo che è molto difficile. L’intervista del direttore mi è piaciuta molto, tranne la foto di quando gioca a calcio (ride ndr).

E’ stato per lei più difficile costruire mentalmente questa squadra o addestrarla tatticamente?
Che ci sta a far un allenatore se non addestra? E’ fondamentale trasmettere le proprie idee, il proprio pensiero. Far vedere i vantaggi che hanno i giocatori seguendo quell’idea. La partita contro il Napoli è stata fondamentale. Più gli avversari hanno qualità, più li devi tenere lontani dalla porta. E’ ovvio poi che c’è il valore dell’avversario, come è successo contro il Chelsea che ad un certo punto ci hanno abbassato, però per gran parte della gara il desiderio dei miei giocatori era quello di andare nella metà campo avversaria e questo è un aspetto positivo, in questo dobbiamo avere maggiore continuità. Per poterlo fare bisogna esercitarsi, come a scuola.

In passato è stato vicino alla panchina della Fiorentina? Se si, quanto?
In passato si. Quanto non lo so, però è una storia passata, sono lusingato ma ora sono contentissimo di essere qua. Come giocatore ero contentissimo di venire a giocare nella Roma, come allenatore sono contento di essere qua, con pregi e difetti dell’ambiente ma a me piace.

E’ una dato positivo che la Roma abbia imparato a fare a meno di Dzeko oppure è Dzeko che è stanco, pur avendo giocato una partita straordinaria contro il Chelsea…
Anche il Napoli ha dimostrato di saper fare gol senza Higuain. E’ un discorso anche di collettivo, l’attaccante è lì per fare gol ed è importante che li segni ma quando non la fa lui è un gran segnale che la squadra riesca ugualmente a vincere. Sono molto contento di come Edin sta lavorando per la squadra, del suo atteggiamento. I gol arriveranno, magari anche da domani e ne sono convinto perchè è nelle sue corde. Però il suo lavoro è determinante per noi, per poter proporre una determinata idea di gioco, per essere bravi ad aggredire gli avversari dall’altra parte, le aggressioni degli attaccanti diventano fondamentali.

Domani sarà l’ultima partita prima della sosta. Il ricorso al turnover sarà meno cospicuo del solito?
A volte cambio meno, a volte cambio di più, domani valuterò. Però in alcuni momenti ci sono delle esigenze di giocatori che magari non hanno recuperato, tra due partite importanti. Quella col Chelsea è stata davvero dispendiosa per tanti calciatori, sicuramente per Firenze cambierò ancora qualcosa.

Si aspettava la crescita di El Shaarawy?
El Shaarawy quando l’ho messo a destra con l’Inter non poteva giocare a destra, poi l’ho messo a destra col Chelsea ha fatto due gol e può giocarci alla grande. Questo significa che quando un giocatore matura e riesce ad interpretare quello che gli chiede l’allenatore, il fatto di stare sempre più in partita nelle due fasi, dimostra che sta crescendo sotto tutti i punti di vista. Sono molto contento di quello che sta facendo ma secondo me può fare ancora meglio perchè ha grandissime potenzialità. Sono contento ma non mi accontento.

Si parla molto di lealtà sportiva. Manolas verrà squalificato in nazionale per un’ammonizione presa volontariamente. e in Italia non si riesce a far si che una squalifica come quella dei tifosi della Lazio venga rispettata. Secondo lei l’Italia è rimasta indietro sotto questo punto di vista? 
Sicuramente si, anche se i furbi li fanno anche all’estero. Però ci sono gli organi competenti che si devono occupare di tutto ciò. Non ho visto l’episodio di Kostas, fino a che punto ci sia stata l’intenzionalità di prendere l’ammonizione. Nel calcio di una volta, ce ne erano molte di queste situazioni, solo che erano meno in vista e se ne vedevano meno. Siamo migliorati già tanto sotto il punto di vista della lealtà sportiva, però si può fare meglio, come è successo in quello stadio stupendo dove siamo andato a giocare contro il Chelsea e dove c’è stata una bellissima atmosfera che si è ripetuta anche qui all’Olimpico devo dire. Emerson sarà convocato per la prima volta e rientrerà con la squadra e siamo molto felici di questo. Ha completato il suo periodo di riabilitazione sul campo ed è pronto per venire in panchina.

Strootman e De Rossi sono i giocatori che contro il Chelsea hanno corso di più. Sono loro gli indiziati per riposare domani?
Questo dimostra solo che hanno una buona condizione, però dovete imparare a non guardare solo i metri percorsi. Si possono fare anche 11 chilometri con grande qualità, ci sono delle corse differenti. Daniele e Strootman sono due centrocampisti ed avendo fatto il centrocampista vi dico che se non corri non puoi giocare. E’ il duro lavoro del mediano che anche per caratteristiche fisiche deve avere grandissime qualità.

Dopo la bellissima prestazione con il Chelsea, il suo tridente ideale è El Shaarawy, Dzeko, Perotti?
No, lo scelgo in base alle esigenze, in base alle squadre che andremo ad affrontare. Sicuramente lì giocherà domani Edin, per gli altri ancora devo decidere. Ci sono ancora delle situazioni da vedere perché più che lavorare in questi giorni abbiamo dovuto recuperare. Abbiamo lavorato non solo fisicamente ma anche nell’andare a preparare la partita a livello psicologico. Ci sono tanti aspetti da valutare, per quanto riguarda la formazione sinceramente oggi in alcuni ruoli non ho ancora deciso.

Qual è il ruolo ideale di Nainggolan? Che ne pensa delle parole di Martinez?
Per me può fare il numero 10 da mezz’ala. Dipende dai punti di vista di ogni allenatore. Io ho un sistema di gioco diverso. Ha avuto diverse occasioni per fare gol, sono convintissimo che tornerà a fare gol. Sono contento che sia stato convocato, ma ora nella mia testa c’è la Fiorentina e Radja dovrà fare una grande prestazione se mai dovesse scendere in campo.