Il Tornatora

Baldissoni: “Abbiamo scelto l’area di Tor di Valle per riqualificarla. Siamo all’ultima salita per l’iter dello Stadio. La Curva Sud è una struttura a parte, che si potrà dividere diventando un anfiteatro da 14 mila posti. Eco-mostro? L’unica ‘mostruosità’ che ci aspettiamo è l’eco mostruoso dei nostri tifosi. E’ un progetto per la città” – FOTO

di Redazione

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Pagine Romaniste (E.Bandini) – Presso l’Auditorium del Palazzo delle Federazioni Sportive Nazionali di Viale Tiziano 74, a Roma, lo Studio Tonucci & Partners, con il patrocinio del C.O.N.I. e in collaborazione con la Rivista di Diritto Sportivo, ha riunito per un’intera giornata rappresentanti del mondo istituzionale, sportivo, imprenditoriale e finanziario per fare il punto della situazione su stadi di calcio e impianti sportivi in genere in Italia e proporre soluzione per colmare il gap rispetto alle moderne strutture di livello internazionale. L’evento è stato un’occasione per condividere le best practices e ragionare sulle migliori soluzioni per favorire gli investimenti privati anche sulle tantissime strutture di proprietà pubblica esistenti nel nostro Paese. L’evento, che si è aperto alle 9:30 con i saluti del Presidente del C.O.N.I., Giovanni Malagò, ha visto l’intervento di diverse professionalità coinvolte a vario titolo sull’argomento nonché del management di numerose squadre di calcio sia di Serie A che di Serie B. Per la Roma presente il direttore generale Mauro Baldissoni, queste le sue dichiarazioni:

“Siamo qui a parlare dello stadio della Roma il giorno dopo il piccolo traguardo della consegna della documentazione definitiva del progetto dello Stadio nell’area di Tor di Valle. E’ stato consegnato al Comune così che possa trasferirlo alla Regione per quello che è l’ultima fase del processo autorizzativo, diciamo che siamo arrivati all’ultima salita. Sarà organizzata a livello regionale una conferenza tecnica che verrà convocata all’esito del trasferimento ufficiale da parte del comune della documentazione. La verifica verterà sull’accertarsi che all’interno dei documenti progettuali siano contenute tutte le tematiche evidenziate riguardo il pubblico interesse dell’opera. Potremmo parlare per ore del perché vogliamo costruire uno stadio e vogliamo costruire degli stadi in Italia. Possiamo dire ad esempio che l’anno scorso, quando la Primavera giocava la Youth League dovendo consentire una ripresa televisiva di una partita importante come quella del Manchester City siamo andati a giocare a Latina, l’alternativa era giocare a Rieti. Non era possibile giocare a Roma perché lo stadio era occupato. E’ capitato anche in questa stagione, alla Prima Squadra, che la Roma dovesse giocare di lunedì non per questioni televisive legate al ‘monday night’, ma perché si erano giocati match di rugby. Di fatto a Roma per giocare a calcio si può utilizzare una sola struttura che non è pensata per il calcio e dove, infatti, si svolgono altri eventi sportivi e non sportivi di cui non possiamo controllare la gestione non essendo nostra la proprietà dell’impianto. Giocare una partita di lunedì, decidendolo 10 giorni prima, ha un impatto in termini economici, di atmosfera e di diritti lesi a chi ha comprato un biglietto, lavora e non può venire. Oppure chi è un bambino e il giorno dopo deve andare a scuola. Noi non vogliamo fare solo uno stadio, noi vogliamo fare un progetto più ampio in maniera ambiziosa, un progetto per la città: è la riqualificazione e rigenerazione di un quadrante della città, ingresso e prima porta della città per chi entra a Roma. Attualmente è un’area abbandonata al degrado più assoluto. Qualcuno può pensare che abbiamo scelto a caso Tor di Valle indicando un punto sulla cartina ma non è così. Di aree disponibili ce n’erano più di 100/110, e ne sono state investigate 82, mentre 4 sono state ritenute idonee dal Comune. I requisiti erano: le caratteristiche tecniche, dove si intende l’ubicazione dell’area, il contesto, la forma del lotto e la morfologia del terreno, oltre ai vincoli paesaggistici, archeologici e di rischio idraulico, la vicinanza ai mezzi di trasporto. Abbiamo scelto le prime 10 classificate per questi requisiti e le abbiamo portate al Comune durante la giunta Alemanno che ci hanno indicato 3-4 aree che ritenevano idonee. Dopo essere caduta quella giunta, siamo tornati dalla nuova giunta di centrosinistra che ci ha detto nuovamente le stesse cose grossomodo. Avevamo 3 aree, al termine di questo lungo procedimento, ritenute perfettamente idonee. Forse ingenuamente abbiamo scelto la più grande così da poterci fare più cose. Questo è un progetto per la città perché occupa un intero quadrante e quello che intendiamo fare è un investimento privato per oltre 1,6 miliardi di euro suddivisi in circa 500 milioni per lo Stadio della Roma; 90 milioni per il Convivium, 625 milioni per il Business Park e oltre 400 milioni per i costi di urbanizzazione. Questi ultimi sarebbe il valore in infrastrutture che questo progetto regala alla città. Abbiamo scelto l’area di Tor di Valle per riqualificarla. É anche l’area più grande che abbiamo studiato per la costruzione dello stadio. Le vie di comunicazioni intorno allo stadio saranno riammodernate. La via Ostiense e la via del mare saranno a due corsie per senso di marcia. Più del 51% delle persone potranno arrivare con mezzo pubblico. Per gli altri verrà costruito un parcheggio. Verrà costruito un parco grande quasi come metá Villa Borghese. Lo stadio sarà costruito sopra un podio, per non costruire subito sopra il terreno. Potrà ospitare anche altri eventi sportivi. La Curva Sud è una struttura a parte, che si potrà dividere diventando un anfiteatro da 14 mila posti. Ci sarà la possibilità di creare un centro congressi a due livelli per ospitare eventi pubblici e privati. Uno stadio moderno non può non essere confortevole. In questi anni ci abbiamo provato con grande successo anche all’Olimpico. Abbiamo immaginato 51 suite e 90 Sky Box. Soltanto durante la fase di progettazione e pianificazione sono state spesi circa 10 milioni di euro. Quando si parla di eco-mostro posso dire che l’unica ‘mostruosità’ che ci aspettiamo è l’eco mostruoso dei nostri tifosiDobbiamo credere a questi progetti e anche alla possibilità di assegnazione delle Olimpiadi, motivo per il quale ovviamente siamo vicini al Coni. Questo stadio consentirebbe di ospitare la finale del torneo di calcio olimpico a Roma, cosa che altrimenti non sarebbe possibile perchè non ci sono stadi a sufficienza. Oltre alle gare di calcio, la struttura sarà pensata anche per ospitare altri tipi di eventi, sportivi e non sportivi. All’esterno dello stadio ci sarà una gradinata che unisce lo stadio all’esterno con le altre strutture e che permetterà di mettere in scena altre forme di spettacolo“.

Il direttore generale della Roma Baldissoni si è intrattenuto alcuni minuti con Joe Tacopina, ex vicepresidente del club giallorosso ed attuale presidente del Venezia Football Club, anche lui presente all’evento.

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