Il Tornatora

Baldissoni: “Abbiamo la responsabilità di affrontare il girone per passarlo. I trofei non si vincono ad agosto, ma la Roma deve provarci”

di Redazione

Mauro Baldissoni, vice presidente della Roma, ha parlato dopo i sorteggi di Europa League. Queste le sue parole:

BALDISSONI A SKY SPORT

In generale un sorteggio più che accettabile, si può dire?
Io dico sempre che le parole che si dicono alla fine di un sorteggio contano veramente poco, perché parliamo di analisi sulla carta come si usa dire. Lele hai mai vinto una partita sulla carta? A pallone si gioca sull’erba. Prima bisogna giocarle le partite e poi effettivamente possiamo sapere se siamo in grado di affrontarle. Ovviamente sappiamo che partiamo dalla prima urna, avendo un ranking più alto delle altre. Di conseguenza la scansione della presunta difficoltà delle partite le fa già l’Uefa con il ranking e con le diverse urne. Pensiamo di avere la responsabilità di affrontare il girone per passarlo, questo è evidente. Poi però le partite vanno giocate.

Quali sono gli obiettivi europei della Roma?
Io credo che in generale per un gruppo di professionisti, come quello dei calciatori della Roma, sia doveroso affrontare ogni competizione a cui partecipano con l’ambizione di arrivare il più avanti possibile e quindi pensando di poter vincere. Questo lo dico in termini generali, non vuol dire che la Roma dichiara di voler vincere l’Europa League. È giusto che si affrontino queste competizioni pensando di andare avanti, se non avessimo fatto così non avremmo fatto una semifinale di Champions due anni fa e se fossimo stati anche più attenti e fortunati avremmo potuto giocare anche una finale. Quindi la Roma ha il dovere di affrontare queste competizioni dando il massimo e sapendo di avere qualche chance di andare avanti. Poi ripeto, il merito e la fortuna diranno quanto riusciremo a conquistare.

È terminata la fase di assestamento in società?
È la vita normale di ogni squadra nel calcio ma penso probabilmente anche in altri settori. Ci sono cambiamenti, si cerca di lavorare per migliorare, poi ovviamente ci sono alcuni cambiamenti che sono voluti, altri invece che accadono in volontà di altri. Penso che la Roma non deve mai venir meno a quella che la sua prospettiva, quella di cercare di eccellere e deve farlo al meglio di quelle che sono le possibilità di ogni momento e di ogni contesto. Credo che il nuovo staff tecnico si sia calato perfettamente nella parte, sta lavorando secondo noi benissimo. Il mercato finirà tra pochissimi giorni, quindi porrà fine a tutte le vostre curiosità e vedremo se saremo stati bravi e in grado di fare un buon lavoro per essere migliori di quello che siamo stati lo scorso anno. Ovviamente sapete che la scorsa stagione ci ha delusi e non ci ha lasciati soddisfatti.

Il vostro allenatore è molto aperto. Che novità ha portato? Quanto ti ha stupito e dove?
Credo che l’impatto sia stato veramente ottimo, è la sensazione di tutti, è la sensazione soprattutto di chi lavora con lui a stretto contatto, a partire dai calciatori. È senz’altro una persona che, come dici tu, ha dimostrato di avere larghe visioni, ha girato il mondo e quindi è cresciuto anche misurandosi con altre culture. La mia impressione è questa, che ha uno spessore tecnico, ma anche culturale e intellettuale alto. Ripeto, questo è molto apprezzato anche dal gruppo dei calciatori. Credo che ci sia un’unità d’intenti rilevante, che si può toccare. Diamogli tempo però, perché sapete che non si può realizzare un prodotto finito, mettendo a disposizione idee nuove, in poche settimane, sicuramente non dopo solo una partita di campionato. Diamogli tempo di lavorare, credo stia facendo un grande lavoro ma ha bisogno ovviamente di completarlo.

La Roma è molto cambiata dalla semifinale di Champions. Come cambia l’approccio con l’Europa League? A Roma spesso è considerata come un peso. La vivete come una grande opportunità?
Figuriamoci se può essere considerato un peso il secondo torneo europeo più importante. Come vi stavo dicendo prima deve essere una responsabilità della Roma e di tutti i calciatori quella scendere in campo in questi tornei pensando di arrivare il più avanti possibile. Poi i trofei non si vincono a parole e sicuramente non ad agosto ma la Roma deve provare a fare quanto di buono ha fatto per esempio nelle Champions League di due anni fa. Lo deve fare sapendo che l’Europa League è comunque una competizione difficile. Già oggi nei gruppi ci sono squadre titolate e attrezzate e altre scenderanno dalla Champions League. Non sarà facile arrivare fino in fondo ma evidentemente la Roma deve pensare di volerlo fare.

È la settimana del derby. Come la stanno vivendo la squadra e Fonseca?
Forse fortunatamente non ha avuto ancora tempo di capire fino in fondo i dettagli e le sfumature che questa partita porta con sé nella città. Quindi lo lascerei lavorare con quelle che sono le sue prime preoccupazioni che sono legate al campo e non al contesto che la città aggiunge al derby. È una carica in più e un’attenzione in più che i giocatori della Roma sanno di dover mettere a disposizione di questa partita.

BALDISSONI IN ZONA MISTA

Sorteggio comunque non facilissimo…
Pensiamo sempre di trovare partite facili in queste competizioni, ma non è così, lo spirito della competizione è diverso. Non parliamo prima di giocare, vogliamo dare il massimo sempre e cercare di andare il più avanti possibile. Due anni fa potevamo arrivare in finale di Champions pur affrontando squadre più attrezzate, quindi tutto è aperto. I professionisti che vestono la maglia della Roma devono sperare di arrivare il più avanti possibile.

Il presidente del Basaksehir ha detto che la Roma è favorita e che loro giocheranno per il secondo posto…
I favori del pronostico vanno meritati sul campo, il ranking non conta.

Tare ha detto che farebbe a cambio con il vostro girone. Cosa ne pensa?
È tipico per le persone della Lazio occuparsi di affari della Roma, io fatico a ricordare anche qual è il loro girone, penso solo alle nostre cose.

Giocherete nello stadio del Wolfsberger?
Non credo sia sufficiente la capienza, visto che può contenere solo 7000 persone ma ancora non abbiamo ricevuto comunicazioni, dovranno parlare con la UEFA.

Under affronterà il suo passato…
Gli chiederemo informazioni sulla sua ex squadra.