La Gazzetta dello Sport (A.Giannattasio) – Il c.t. della Serbia Muslin, alla vigilia della gara contro la Moldova, aveva chiesto con fermezza due cose: vincere e, contestualmente, realizzare più reti possibile. Detto fatto. Perché nel successo conquistato in scioltezza dalla sua Nazionale allo stadio Partizan di Belgrado ci sono tutti gli ingredienti più giusti che lasciano intuire che per la qualificazione ai prossimi Mondiali manca davvero poco. Con la vittoria per 3-0 contro la Moldova, del resto, la Serbia non ha soltanto ottenuto il quarto successo su sette partite disputate nel girone D (è ancora imbattuta dall’inizio della fase di qualificazione) ma ha anche lanciato un messaggio forte e chiaro all’Irlanda in vista dello scontro diretto per il primato nel raggruppamento, in programma dopodomani a Dublino. Dove Ivanovic e compagni arriveranno non soltanto con due punti di vantaggio rispetto ai verdi – fermati sull’1-1 a Tblisi dalla Georgia – ma soprattutto con una differenza reti decisamente migliore rispetto agli uomini di O’Neill (+9 contro +4). Un aspetto basilare in caso di arrivo a pari punti per evitare lo spettro dei playoff.

MATTATORE KOLAROV – Eppure, per avere la meglio sulla Moldova, la Serbia ha dovuto sudare un po’ più del previsto, visto che il 4-5-1 impostato da Dobrovolski (ex conoscenza del Genoa) ha inizialmente ostruito tutti i varchi al terzetto offensivo serbo. A rompere l’equilibrio del match ci ha pensato però Gacinovic, che al 19′ ha gonfiato rete con una conclusione a giro al termine di una bella azione iniziata sulla sinistra da Kolarov, sporcata a centro area da Kostic e trasformata in oro dal fantasista dell’Eintracht, che con la maglia della Nazionale maggiore ha avuto un impatto strepitoso: due gol in altrettante gare. Il protagonista assoluto della gara di Belgrado è stato però proprio il terzino della Roma, che dieci minuti dopo la rete di Gacinovic ha messo in ghiaccio il risultato segnando il 2-0 su assist proprio dell’autore del vantaggio, mancando poi il tris dopo pochi istanti dall’inizio della ripresa. Un momento d’oro per l’ex City, già in gol con la maglia della Roma a Bergamo e tra i migliori nel rocambolesco k.o. contro l’Inter alla seconda giornata.

RIECCO LJAJIC – Una fase positiva che sta attraversando anche un altro «italiano» protagonista della gara di Belgrado, ovvero Adem Ljajic, che ha ritrovato la Nazionale a più di un anno di distanza (l’ultima presenza con Serbia risaliva al 26 maggio 2016) ed ha confermato il suo brillante stato fisico sfiorando il 3-0 dopo pochi istanti dal suo ingresso. Tris che poi è arrivato puntuale a dieci minuti dal fischio finale con Mitrovic, che dopo il palo di testa colpito nel primo tempo ha chiuso i conti con una deviazione decisiva in scivolata. Tre punti e tanti gol: la ricetta indicata da Muslin è servita. E per la Serbia la strada verso la Russia, a questo punto, sembra davvero in discesa.