IL MESSAGGERO (Daniele Aloisi) – Senza Dybala, finito sotto i ferri e chissà quando tornerà a piena disposizione, e Soulé, che proverà almeno ad esserci contro il Bologna in coppa, il peso dell’attacco è nuovamente sulle spalle di Donyell Malen. Alternative davanti non ce ne sono. Vaz è considerato ancora troppo acerbo, Ferguson rischia seriamente l’intervento chirurgico per il problema alla caviglia sinistra e il recupero di Dovbyk è ancora lontano (aprile). L’olandese più che un’occasione di mercato è diventato una benedizione. Ha stravolto la Roma che ora finalmente segna di più – media gol passata da 1.2 a partita 1.8 – e crea tantissimo. A Genova partirà titolare e De Rossi ha già espresso un po’ di timore: “Dobbiamo essere molto bravi a marcarlo”.

Se Malen è la certezza, nelle altre zone del campo il tecnico romanista deve ancora sciogliere più di qualche dubbio. Dalla prossima settimana tornerà l’Europa League e le forze andranno gestite. Pisilli viaggia verso una maglia da titolare, ma non davanti. L’idea di Gasperini è di schierarlo in mediana al posto di uno tra Cristante e Koné. Sulla trequarti, quindi, al fianco di Pellegrini il ballottaggio è aperto tra Zaragoza e Venturino. Lo spagnolo è leggermente favorito, ma occhio alla sorpresa. L’ex Genoa non è in lista Uefa e non ci sarebbe miglior occasione per provarlo dal primo minuto nella sfida più semplice (almeno sulla carta) delle prossime tre.

Valutazioni in corso anche sulle fasce. Non ci sarà Wesley e il duello è tra Rensch e Tsimikas. Il primo ha strappato applausi contro la Juventus ed è il candidato numero uno per giocare la seconda gara di fila. A destra spazio a Celik. Poche le alternative in difesa. Il rientro di Hermoso è ancora un rebus, domani non sarà convocato ma la sua presenza è a rischio anche per la trasferta di Europa League. L’obiettivo – ad oggi – è provare ad esserci contro il Como.

Chi ci sarà sicuramente è Mancini che giovedì dovrà scontare un turno di squalifica. Riparte la rincorsa al quarto posto in uno stadio che Gasp conosce come le sue tasche: è ancora l’allenatore con più panchine (232) e vittorie (88) nella storia dei rossoblù. Dall’altra parte una bandiera giallorossa, ma per novanta minuti i sentimenti verranno messi da parte.