Il Tornatora

18 ANNI D’AMORE – Le 10 date più importanti della vita romanista di Daniele De Rossi

di Alessio Nardo

Pagine Romaniste (Alessio Nardo) – Martedì 14 maggio, ore 8.33. Una mattinata qualunque. Apparentemente. Che d’incanto ci rifila un colpo al cuore. Appena due anni dopo l’addio di Totti, ne arriva un altro. Traumatico e per certi versi inatteso. Perché tutti noi, in fondo, speravamo di vivere almeno altri 12 mesi potendo considerare Daniele De Rossi un calciatore della Roma. E invece no. E’ finita, sta finendo, finirà tra poco. Con quel magone, quel senso di vuoto che ci travolge. Inesorabilmente. Da una parte l’emozione e la malinconia, dall’altra il dovere di omaggiare chi per 18 lunghi anni ha onorato la maglia più bella del mondo. Noi lo facciamo, ricordando le 10 date che hanno reso grande DDR a Roma.

9 aprile 2001 – E’ il giorno in cui Daniele De Rossi si affaccia per la prima volta in prima squadra. Assaggia la Roma, quella vera. La partita si gioca di lunedì, a Firenze, e Fabio Capello decide di convocare il piccolo Daniele, che ha solo 17 anni e mezzo. Per il fanciullo di Ostia si tratta della prima vera esperienza formativa. Si ritrova in panchina assieme a Lupatelli, Cristiano Zanetti, Montella, Balbo, Rinaldi e Guigou. Purtroppo vedrà la Roma perdere, ma il 3-1 viola non servirà a togliere lo scudetto alla formazione giallorossa.

30 ottobre 2001 – Scocca l’ora dell’esordio ufficiale di Daniele De Rossi con la maglia della Roma, in occasione dell’ultimo match della fase a gironi di Champions League. All’Olimpico si gioca Roma-Anderlecht, risultato finale 1-1. Al 71’ Fabio Capello richiama in panchina Ivan Tomic e fa entrare un ragazzino, 18 anni appena compiuti, col caschetto biondo e la maglia numero 27. Prima il debutto in Champions, poi quello in campionato. 18 anni dopo, lo stesso identico destino toccherà a Nicolò Zaniolo.

25 gennaio 2003: a Piacenza, in campo neutro, si gioca Como-Roma. E’ la 18^ giornata di campionato e Daniele De Rossi, a 19 anni e mezzo, debutta ufficialmente in Serie A. La gara non sarà un successo per i giallorossi, che perderanno 2-0 con reti di Music e Carbone. Ma Daniele, accanto a due giocatori esperti come Dacourt e Tommasi, inizia a sentirsi protagonista. Parte integrante del gruppo e della squadra.

10 maggio 2003: De Rossi nel frattempo cresce, mostra grandi progressi e una personalità da veterano che fa innamorare Fabio Capello. Nel finale di una stagione deludente, il baby centrocampista si ritaglia il suo spazio, e contro il Torino all’Olimpico realizza il suo primo gol da professionista. E’ un destro potente dalla distanza che bacia il palo e s’insacca alle spalle del portiere granata Stefano Sorrentino. Tutto lo stadio si alza in piedi. Anche un incredulo Franco Sensi.

24 settembre 2003: e per un predestinato non può tardare l’appuntamento col primo gol internazionale. Daniele ha 20 anni appena compiuti quando, con la sua Roma, affronta all’Olimpico i macedoni del Vardar Skopje nell’andata del primo turno di Coppa Uefa. Il “biondo di Ostia” è ormai entrato stabilmente nelle rotazioni capelliane e mette in mostra un repertorio completo. E’ bravo non solo nella gestione del pallone, ma anche negli inserimenti offensivi. Da uno di questi nasce il gol del provvisorio 2-0. I paragoni con i grandi centrocampisti inglesi, Frank Lampard e Steven Gerrard, iniziano a sprecarsi.

19 agosto 2007: De Rossi negli anni diventa un campione. Pilastro della Roma e baluardo della nazionale. In azzurro si toglie due soddisfazioni immense: vince l’Europeo Under 21 in Germania nel 2004 e, sempre in Germania, diventa campione del mondo a soli 23 anni, nella magica serata di Berlino che lo vede anche protagonista dal dischetto, contro la Francia. A Trigoria trova Luciano Spalletti, con il quale tocca l’apice del suo percorso calcistico sul piano del rendimento. Inizia a vincere anche con la Roma: due Coppe Italia e in mezzo, una Supercoppa Italiana, strappata all’Inter a San Siro grazie ad un suo gol su calcio di rigore. Estasi pura.

16 maggio 2010: gioie e dolori. Una lunga storia per la Roma, che nel frattempo sfiora due scudetti. Nel 2008 spera e gode sino a mezzora dalla fine, poi Ibra a Parma fa volare l’Inter. Due anni dopo, stessa storia. L’avversario è sempre tinto di nerazzurro, e alla fine la spunterà vincendo a Siena. La Roma, al termine di un campionato sensazionale con Claudio Ranieri in panchina, vince a Verona contro il Chievo per 2-0. La seconda rete è di Daniele. Una sassata micidiale dalla distanza. E’ un gol che non serve per il tricolore, ma corona un pomeriggio di emozioni e lacrime. E conclude, tra l’altro, la miglior annata di De Rossi sul piano realizzativo: 11 reti in tutto. Prima ed unica volta in doppia cifra.

25 agosto 2013: il cambio della guardia. La Roma nel 2011 svolta. Guarda all’America. La famiglia Sensi lascia e arriva il consorzio statunitense guidato da James Pallotta. Totti e De Rossi restano i due perni di una struttura che inizia a trasformarsi profondamente. Il primo biennio, a fronte di premesse intriganti, si rivela un flop. Si apre con la figuraccia contro lo Slovan Bratislava, si chiude il 26 maggio 2013: sconfitta in finale di Coppa Italia con la Lazio. Tre mesi dopo, si riparte con Rudi Garcia. E il percorso di crescita può iniziare. La prima tappa del processo evolutivo? A Livorno, gara inaugurale di campionato. La Roma inizia a rilanciarsi vincendo 2-0. Il primo gol del nuovo corso è una meraviglia. Firmata dal numero 16.

10 aprile 2018: cinque anni di grande crescita e consolidamento ad alti livelli, grazie soprattutto a Walter Sabatini, che capisce e comprende gli errori fatti nel primo biennio e trova il modo di correggerli. Riportando, in virtù di grandi intuizioni e scelte perlopiù indovinate, la Roma ad uno status di competitività assoluto. L’apice del cammino ha una data scolpita nei nostri cuori: 10 aprile 2018. All’Olimpico si gioca il ritorno dei quarti di finale di Champions League. Il Barcellona dei sultani si presenta con 3 gol di vantaggio, ma i ragazzi di Di Francesco sono assatanati. La rimonta è poesia. Apre Dzeko, chiude Manolas. In mezzo, il rigore vincente, sotto Curva Sud, di Daniele De Rossi. Capitano a tutti gli effetti, dopo l’addio di Francesco Totti.

26 maggio 2019: l’ultimo viaggio. Gli ultimi mesi. Gli infortuni, i lenti recuperi, le poche partite giocate. Sempre con spavalderia, energia, carisma e personalità. Un’annata travagliata per la Roma. Deludente e di chiara ed evidente regressione. Che si conclude con la notizia che prima o poi sarebbe dovuta arrivare, ma che forse è arrivata troppo presto. Alle ore 8.33 di martedì 14 maggio, la società annuncia ufficialmente che il rapporto con il calciatore De Rossi è chiuso. Nessun rinnovo, finisce qui. Il lungo viaggio, intensissimo, termina il 26 maggio, in occasione della gara interna contro il Parma. Con una celebrazione, immaginiamo, coinvolgente e commovente. L’ultimo capitolo di una storia bellissima.