Virtus Entella, Gozzi: “Pronti per vivere la gara più importante della nostra storia. Pensiamo a onorare il campo, il calcio è imprevedibile. Zaniolo ha una grande testa”

di Redazione

Antonio Gozzi, presidente della Virtus Entella, in vista della gara di Coppa Italia contro la Roma ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Queste alcune delle sue parole:

Presidente, pronti per la Roma?
«Beh, pronti per vivere la partita più importante della nostra storia. Giochiamo gli ottavi di finale di Coppa Italia in uno dei tempi del calcio internazionale contro una top europea. Bel premio per i nostri ragazzi dopo un’estate difficile. E un bel sogno da vivere per tutti noi».

Scusi, che c’entra l’Entella con il calcio dei colossi?
«Ma la provincia è l’ancora di salvezza del calcio. Pensate al Leicester di Ranieri campione d’Inghilterra. Il calcio italiano è un calcio di comuni, le realtà minori hanno un valore significativo. Anche in provincia si può fare buon calcio, prendete il Sassuolo del mio amico Squinzi. Qualche anno fa l’ex presidente della Lega B, Abodi, coniò lo slogan “B campionato degli italiani”: è giusto. Il calcio non è solo un evento per le tv, una Superlega europea ridurrebbe il resto in un cono d’ombra che finirebbe per essere la rovina di tutto il movimento. Il calcio di provincia racconta storie che legano generazioni familiari e affascinano il mondo. Pensate al nostro caso estivo, l’hanno seguito dall’Inghilterra all’Australia».

Stasera cosa dirà a Zaniolo?
«Intanto gli farò i complimenti, poi gli dirò “oh, stai all’occhio”. Perché il rischio per i ragazzi come lui è la sovraesposizione mediatica. Ma guardi, è stato con noi, conosco la sua famiglia, e da buon ligure non avrà bisogno del mio consiglio di stare attento. Lui ha una grande testa, come tutti i grandi giocatori, quindi sa stare sia in campo che fuori».

Il vostro vivaio è noto per l’aspetto educativo.
«Proviamo a essere molto seri con i nostri ragazzi. Mia moglie si occupa direttamente del tutoraggio. Quando divenni presidente restai sconcertato da quanti ragazzi abbandonavano gli studi. Così cambiammo le regole: da noi o si va bene a scuola o non si va avanti. Perché poi di Zaniolo ce ne sono pochissimi, e allora meglio che ricevano istruzione adeguata».

Come finisce con la Roma?
«Sarò allo stadio e tornerò in treno con la squadra domani. Pensiamo a onorare il campo, il calcio è imprevedibile…».