Per essere vecchio, calcisticamente, è vecchio: farà 36 anni a settembre, ma soprattutto è alla ventesima stagione in serie A (496 presenze, 212 gol). Nessuno gli ha risparmiato botte e calci, tanto che gioca ancora con le viti nella gamba sinistra. Ha conservato una maggioranza di fedelissimi tra i tifosi romanisti, ma ha visto crescere la percentuale di chi pensa che abbia fatto il suo tempo. Opinioni. I fatti dicono che anche in questa stagione, durante la quale ha segnato solo 5 gol e giocato più lontano dalla porta, c’è una Roma con Francesco Totti e una Roma senza Francesco Totti.

La prima viaggia a 41 punti in 22 partite, alla media di 1,86 a gara. La seconda ha conquistato 9 punti in 10 gare, alla media di 0,90. Esattamente la metà. Un giorno, purtroppo, Totti dovrà appendere gli scarpini al chiodo e anche per questo la Roma sta cercando il suo erede. L’ultimo nome è quello di Lucas Ocampos, 17 anni, del River Plate, 28 presenze e 6 gol nel campionato argentino. Daniel Passarella, presidente del River, ha confessato ieri che la Roma ha acquisito un diritto di prelazione quando ha messo sotto contratto Erik Lamela. Ma questo è il futuro.

Il presente è la serata di mercoledì, che è stata particolare anche per uno come Totti. Il gol gli mancava dal 21 gennaio (doppietta contro il Cesena) e quello contro l’Udinese è stato un gol pesante, a 5’ dalla fine, quando la porta di Handanovic sembrava stregata. Averlo fatto in contemporanea con Del Piero, compagno del Mondiale vinto nel 2006, è stata una soddisfazione in più: “Ho saputo che oltre a me è andato in gol anche Alex. Magari fosse così tutte le settimane…”. Il tabellone dell’Olimpico ha dato la notizia del gol juventino contro la Lazio poco prima del gol di Totti: “Sono stati secondi bellissimi. Luis Enrique? Ci mette la faccia e non ha paura di prendersi la responsabilità. Si è accollato tutta la carica negativa dopo la sconfitta di Lecce e noi teniamo a lui perché, oltre che una persona vera, è un bravo allenatore. All’Olimpico abbiamo un altro spirito, un’altra determinazione, grazie al sostegno dei nostri tifosi, ma dobbiamo portare la stessa concentrazione anche in trasferta. Intanto dedichiamo questa vittoria alla nostra tifoseria: dopo la brutta figura di Lecce era nostro dovere vincere, il modo migliore per chiedere scusa”.

Campione in campo e fuori, Totti ieri ha voluto rendere omaggio a Mirko Fersini, il diciassettenne della squadra Allievi Nazionali della Lazio morto dopo un incidente stradale avvenuto il 6 aprile: “Le mie parole sono piene di tristezza per Mirko, che ha lottato per giorni,ma alla fine si è spento. E aveva solo 17 anni… Faccio le mie condoglianze alla sua famiglia e a tutti coloro che gli volevano bene, spero con tutto il cuore che il destino li aiuti nel tempo a superare questa tragedia”.

Corriere della Sera – Luca Valdiserri