Il Tornatora

Tavecchio, ecco le mosse

di Redazione

Il Messaggero (E.Bernardini) – Settantadue ore per provare ad incassare il sì di Carlo Ancelotti e stilare un piano programmatico da presentare al consiglio federale di lunedì. Carlo Tavecchio lavora senza sosta per essere confermato con la maggioranza allargata e per placare l’opinione pubblica che chiede a gran voce la sua testa. Non rotolerà questo è poco ma sicuro. Ha la maggioranza in consiglio e le elezioni politiche di primavera scoraggiano possibili mosse a sorpresa. Tradotto Cosimo Sibilia, nonostante il numero uno del Coni, Giovanni Malagò lo abbia sollecitato, non aprirà un fronte di crisi sfiduciando Re Carlo togliendogli i voti dei dilettanti. L’aria resta tesa, al presidente della Figc non sono andati giù alcuni comportamenti. La frase di Malagò «fossi in lui mi dimetterei» lo ha mandato su tutte le furie, ha notato una disparità di trattamento rispetto ad altre federazioni che al pari del calcio avevano fallito. Non si aspettava nemmeno le frecciate di Urbano Cairo, visto che il patron del Torino è stato tenuto spesso in considerazione per le diverse decisioni di palazzo. E Pierluigi Collina? Un nome sondato da un lato politica. Un’idea per il futuro non facilmente percorribile sia per una questione economica, sia perché il rischio che la sua candidatura sia stata bruciata è più che concreto. L’altro lato della politica tende la mano a Re Carlo: «Tavecchio ha operato bene, Ancelotti l’uomo giusto» le parole di Silvio Berlusconi a Porta a Porta.

IL PROGRAMMA – Si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, lunedì, a votazione avvenuta se ne toglierà altri. Intanto Tavecchio lavora per il nuovo programma da sottoporre all’attenzione del consiglio. In questo senso ha chiesto un contributo a tutte le leghe che potranno portare idee e consigli. Il primo punto è l’inserimento di un sistema premiale per tutte quelle squadre che utilizzeranno giocatori utilizzabili dalle nazionali. Ossia tutti quei calciatori che potranno essere convocati in maglia azzurra dalle giovanili alla maggiore. Poi si dovrà cercare una via per inserire le seconde squadre e in questo bisognerà trovare condivisione con la Lega Pro. Verranno ritoccati anche i diritti tv con una diversa suddivisione della mutualità per tutte quelle squadre che utilizzeranno giocatori convocabili dalle varie selezioni azzurre. Si cercherà di fare anche una sorta di rivisitazione della legge 91, con l’introduzione del semi professionismo. Ma per questo punto si dovrà chiedere l’intervento del governo. Iscrizioni più severe ai campionati e la miglioria delle infrastrutture.

IL CORTEGGIAMENTO – Intanto continua la corte a Carlo Ancelotti. Il dg Michele Uva ha già intavolato la trattativa, parallelamente a via Allegri hanno incaricato un “grande vecchio” del calcio azzurro (qualcuno sussurra il nome di Arrigo Sacchi) di parlare proprio con l’ex tecnico del Bayern Monaco per spiegargli la differenza tra il ruolo di allenatore e quello di ct. Tavecchio è disposto a concedere a Carletto pieni poteri e, per accontentarlo, cercherà di riportare in azzurro pure Maldini. All’ex capitano della Nazionale, poco convinto di lavorare con Tavecchio, potrebbe offrire la presidenza del Club Italia.