Il Tornatora

Corriere della Sera – Roma, c’è l’advisor per scegliere lo stadio del futuro

di Redazione

Dopo mesi di studi, di sopralluoghi e di incontri, finalmente qualcosa si muove intorno al progetto per il nuovo stadio della Roma. “AS Roma SpA — si legge in una nota pubblicata ieri pomeriggio sul sito della società giallorossa — ha conferito a Cushman & Wakefield LLP, società di consulenza immobiliare globale, il mandato di advisor esclusivo per l’individuazione di un’area, sul territorio comunale di Roma, dove insediare il nuovo stadio della società sportiva”. Due giorni dopo l’invito da parte delle istituzioni ad accelerare i tempi per far partire il progetto (“Entro giugno — sono state le parole di Alessandro Cochi, delegato allo Sport di Roma Capitalevorremmo individuare le aree per i nuovi stadi della Roma e della Lazio”) la proprietà romanista ha risposto “presente”.

E lo ha fatto in tempi rapidi, come dovrebbero essere celeri quelli dell’individuazione della zona adatta ad ospitare la nuova casa romanista. “L’advisor — prosegue il comunicato—ha già attivato il processo di selezione delle opportunità presenti sul territorio, cui seguirà una attenta analisi tecnica che permetterà di arrivare ad una scelta definitiva entro giugno 2012″. Cioè tra meno di tre mesi, perfettamente in linea con i tempi dettati dal Comune.

Tempi che però potrebbero essere anche più brevi e, assicurano dalla Cushman & Wakefield, già tra una un paio di settimane dovrebbe esserci una prima lista di siti idonei (saranno almeno due quelli che la società immobiliare sottoporrà alla società giallorossa) per la costruzione del nuovo stadio che, in attesa della nuova legge da anni ferma in Parlamento, potrebbe essere il prossimo costruito in Italia, dopo quello della Juventus.

Il filo rosso che unisce i due progetti — i contatti con l’agenzia sono cominciati un paio di mesi fa, ma solo la scorsa settimana si sono firmati i contratti — è proprio la Cushman & Wakefield, società di consulenza immobiliare che per il 70% è di proprietà della Exor, la holding della famiglia Agnelli che ha “in pancia” la Juventus e che non costruirà lo stadio della Romama si limiterà ad individuare l’area adatta.

La cosa certa è che sarà fatta una valutazione “urbanistica” della zona: strade, collegamenti e trasporti avranno un peso fondamentale nella scelta dei siti. I nomi che circolano sono sempre gli stessi: Tor Vergata, Massimina (dove sarebbe dovuto nascere lo stadio “Franco Sensi”, il cui progetto era stato presentato a Trigoria in pompa magna ma che non ebbe alcun seguito), Tor di Valle (in una delle sue prime visite romane, il presidente Thomas Richard DiBenedetto andò personalmente a vedere un terreno nella zona in cui un tempo sorgeva l’ippodromo). A meno di qualche sorpresa dell’ultima ora che, quando si parla di stadi e di decisioni anche “politiche”, non è mai da escludere a priori.

Corriere della Sera – Gianluca Piacentini