Il Tornatora

Stadio della Roma. In Regione scatta il rebus iter, serviranno altri mesi per il sì. Ora gli enti vaglieranno il progetto

di Redazione

Servirà ancora del tempo per decidere il futuro dello Stadio della Roma. Dopo che il Campidoglio ha dato l’ok alla delibera – la seconda – sul pubblico interesse del mega progetto di Tor di Valle ora la palla passa nei palazzi della Regione Lazio, alle prese con il rebus delle procedure. I tecnici regionali, dopo aver inviato a tutti gli enti coinvolti nella Conferenza dei servizi (Comune, Città Metropolitana, Stato oltre alla Regione stessa) il nuovo progetto, dovrebbero far partire l’orologio di 45 giorni per ottenere i pareri alla luce delle modifiche del masterplan. Quelli che, se tutto andrà senza scossoni, consentiranno alle ruspe di partire con i lavori del nuovo ‘Colosseo giallorosso’. Al momento in Regione non è ancora arrivata la comunicazione ufficiale del Mibact sul no al vincolo per l’ippodromo di Tor di Valle, messa nero su bianco proprio ieri. E’ arrivata invece la delibera capitolina, ma soprattutto il documento più rilevante per il prosieguo dei lavori, cioè il cosiddetto ‘nuovo progetto’. Cosiddetto perché tecnicamente si tratterebbe delle controdeduzioni – stilate in forma appunto di progetto – richieste dagli enti della Conferenza dei Servizi che mesi fa con i loro pareri chiusero i lavori con esito negativo. Ma il procedimento, nei fatti, è ancora in piedi. Ecco perché non sarà necessario convocare una Conferenza dei servizi ex novo, con un primo tavolo aperto in Campidoglio e un iter necessariamente molto più lungo.

Tutti gli enti ora saranno messi a parte del ‘nuovo progetto’ – la Regione dovrebbe inviarlo ufficialmente già nei prossimi giorni – ma non è prevista la convocazione di un tavolo comune. Ognuno per sé, i singoli enti prenderanno visione delle controdeduzioni-progetto e a quel punto dovrebbero scattare i 45 giorni. Entro i primi 15 giorni gli enti potranno chiedere al proponente, la società Eurnova, eventuali ulteriori integrazioni. Al termine del mese e mezzo dovranno poi esprimersi: il ‘nuovo progetto’ supera o no le criticità che avevano portato al precedente parere negativo? A quel punto, se tutto avrà un esito positivo, la giunta regionale potrà approvare la delibera finale che metterà in moto i bulldozer. In realtà però la procedura, nei suoi aspetti tecnico-burocratici, è parecchio complessa: in queste ore l’avvocatura regionale sta lavorando a pieno ritmo per chiarire quali sono i passaggi esatti per garantire un iter completamente legittimo e regolare.

Per esempio, è un nodo al vaglio nelle stanze di via del Giorgione, è necessario attendere di ricevere l’ufficialità del no al vincolo del Mibact per far partire l’orologio dei 45 giorni o basta l’invio del ‘nuovo progetto’? Inoltre pare che nella ‘manovrina’ nazionale dovrebbe essere contenuta una misura, legata alla legge sugli stadi, che potrebbe essere dirimente per capire come portare avanti il procedimento. Ancora: secondo alcune interpretazioni della normativa, per quanto riguarda il parere dei Beni culturali i tempi di risposta non sarebbero 45 giorni ma il doppio, 90. Senza contare, ovviamente, le possibili osservazioni nel merito che potrebbero arrivare dai singoli enti. La partita, insomma, non è affatto finita: è entrata pienamente nei tempi supplementari.

Ansa