Pietro Giubilo, ex sindaco di Roma dal 1985 al 1989, è stato intervistato da Il Tempo ed ha parlato anche dello Stadio della Roma. Queste le sue parole:

Lei è favorevole al nuovo progetto di Pallotta?
Si, ma c’è da fare un passo indietro. Dai tempi di Rutelli e di Veltroni la politica urbanistica, che è la cosa più importante per la città, non la fa più il Comune di Roma. Il disegno della città è una prerogativa che deve essere del Comune, del sindaco, della giunta comunale. Dai tempi di Rutelli poi è stata fatta la cosiddetta urbanistica contrattata con cui gli imprenditori propongono i progetti e il Consiglio comunale fa la ratifica. Le scelte della destinazione urbanistica e progettuali non sono più decisioni del Comune ma dei privati e questo progetto rientra in questa logica. In assenza di una capacità del Comune di realizzare strutture importanti e qualificanti per la città, questa poteva essere presa in considerazione come extrema ratio. L’operazione si regge su un bilanciamento economico, quindi le opere pubbliche connesse si fanno nella misura in cui il privato può legittimamente ritenere che dalle realizzazioni e dagli insediamenti direzionali, commerciali o abitativi può derivare un vantaggio che possa coprire gli oneri relativi alle opere pubbliche. Questa mentalità dei privati di ragionare in termini economici non si può cambiare, quindi ormai si sono messi in un gran pasticcio perchè più cancelli gli insediamenti che rendono al privato le risorse per fare l’intera operazione, più cadono le opere pubbliche necessarie per la funzionalità dell’intervento.