VIDEO HD – Spalletti: “Smettiamola di dire che l’ambiente di Roma è difficile, che non si può lavorare, facciamo un giochino, costruiamo lo stile Roma. Dzeko oggi va rivisto. De Rossi ha fatto solo cure. Strootman ha fatto vedere di essere sulla strada giusta. Per sostituire Nainggolan c’è anche Perotti. Il topino è sordo perché riporta cose sbagliate”

di Redazione

conferenza spalletti1

La Roma non si vuole fermare e all’Olimpico domani sera arriva la Sampdoria di Montella che vive un momento delicato. Giornata di conferenza stampa per Spalletti che a Trigoria risponde alle domande dei giornalisti. Queste le sue parole:

Come stanno gli infortunati? Come ha visto Strootman?
Bisogna valutarle bene oggi le loro condizioni, anche se ci sono stati dei miglioramenti importantissimi in diversi calciatori. Florenzi e Digne hanno fatto tutto l’allenamento, sviluppato ad alti ritmi. Dzeko va rivisto oggi, ieri ha fatto allenamento a parte. Per De Rossi dobbiamo vedere bene, ieri non ha fatto niente, ha fatto solo cure, un po’ di problema c’è, bisogna fare cure, sicuramente oggi farà solo una parte d’allenamento. Il briefing sui giocatori lo faremo dopo. Strootman ha fatto vedere di essere sulla strada giusta, ha fatto vedere già quali sono le sue qualità. Mi è piaciuto quando è andato a fare due contrasti mettendo il piede come lui sa fare. Di più mi è piaciuto quando è andato a fare il proseguimento della barriera, lui è talmente sensibile alla sua professione che va a fare anche le cose più normali che devono fare quelli di contorno della squadra, una cosa che un campione magari non fa. E’ una persona straordinaria.

Non ci sarà Nainggolan, al suo posto meglio Florenzi o Perotti-Salah?
Pensavo che ci mettessi dentro anche Vainqueur, che è quel giocatore lì, poi c’è anche Perotti. Bisogna vedere come si svilupperanno le situazioni a livello medico, sono tutte giuste, dobbiamo vedere l’allenamento di oggi però. Florenzi è da tenere in considerazione, anche Iago Falque può fare benissimo quel ruolo lì. A centrocampo abbiamo uomini e qualità, lì non è facile il lavoro, dobbiamo scegliere bene, i livelli sono equilibrati.

Prima sfida con Montella, cosa la colpisce nel suo lavoro di allenatore?
Colpisce la qualità del tecnico, colpisce l’equilibrio nel modo di stare in campo. Tutti hanno apprezzato il suo lavoro nella Roma, non solo nella prima squadra, ma anche coi bambini. Lui è partito da lì, ha fatto tutte le tappe per formarsi, come un grande allenatore, non gli è stato concesso niente. E’ andato nella prima squadra, poi è andato a Catania e ha fatto vedere il suo lavoro, tutti hanno apprezzato quello che ha fatto alla Fiorentina, sa fare il suo mestiere, avrà un futuro importante, è un ragazzo intelligente, è uno che vuole andare avanti, è pronto a migliorarsi ed imparare. Sarà un avversario difficilissimo da un punto di vista di ruoli contrapposti e troveremo una Sampdoria difficilissima da affrontare. Mangiante, avrei preferito ci fosse stato Assogna al posto tuo, quando viene qui mi sembra vestito bene. Gli avrei chiesto se voleva sentirsi dire che non era elegantissimo o se era vestito da fare schifo. Io di Zukanovic avevo detto cinque qualità e poi in fondo ho detto non è velocissimo, però sa fare il suo mestiere. Nella presentazione però gli è stato chiesto “L’allenatore dice che sei lento, ma ti posizioni bene”, lui è venuto da me e mi ha detto “Mister ha detto che sono lento?”. Ho chiamato Sky e ho rivisto l’intervista e dire non è elegantissimo o fare schifo non è la stessa cosa. Avrei voluto ci fosse Assogna oggi e non tu Mangiante, riportaglielo.

È stato un caso che la miglior partita sul piano del gioco sia arrivata senza centravanti?
Secondo me di punte ne avevamo due e hanno segnato tutte e due. Hanno fatto un lavoro particolare. Penso che mi aiuti a fare una morale: non sono tanto le punte che fanno gol e risultato, ma è il lavoro che produce una squadra e quello che è il movimento che non dà riferimenti, l’interpretazione a dare una mano, a fare la fase difensiva che non permette agli altri di sviluppare il gioco. È un insieme di qualità che i giocatori mettono in campo e che porta alla vittoria. Danno un contributo anche quelli che corrono, non solo quelli che segnano. Perotti e Magnanelli sono i giocatori che hanno fatto più strada e tutti e due sono stati importanti. Da un punto di vista del mio ruolo devo tenere in considerazione il lavoro della squadra, che fanno tutti i calciatori in campo, non solo chi fa gol. Un valore aggiunto messo a una disponibilità di corsa e di continuità.

Ieri Keita ha parlato della situazione ambientale intorno alla Roma, lei è d’accordo con il suo calciatore?Aveva avvertito questa sensazione che lui dice?
E’ vero che se vai all’estero e ti fai un giro negli altri campionati ci sono solo ‘viva, viva, viva’ e non ‘abbasso, abbasso, abbasso’, di conseguenza si mettono i ragazzi in condizione. Lui sicuramente questa pressione la subisce meno, noi chiamandoci Roma siamo costretti ad avere la responsabilità di andare a tentare di fare il risultato sempre, abbiamo il privilegio di giocare nella Roma, ma è anche una responsabilità. Se si aiutano è meglio, ma smettiamola di dire che l’ambiente di Roma è difficile, che non si può lavorare, facciamo un giochino, costruiamo lo stile Roma. Con lo Zenit si andava in tutte le parti del mondo a fare la preparazione, dall’altra parte del mondo trovo un ragazzino in ascensore con patatine e Cola Cola in mano, mi guarda e mi fissa. Io avevo le scritte grossissime che indicavano Gazprom, Zenit, Russia. Mi guarda e mi fa “Spalletti Roma”. Come Spalletti Roma? Zenit, Gazprom… “No no no, you are Roma coach”. Roma coach Spalletti con la scritta Zenit, questa è la cosa che deve assorbire tutte le nostre attenzioni: i bambini sanno chi siamo e noi abbiamo un dovere verso questi bambini, è un messaggio bellissimo secondo me.

La Roma ha statistiche migliori, è frutto di quello che prova in settimana?
Secondo me i ragazzi lavorano in maniera corretta, ma mi soffermo su questi dati a cui fare attenzione, che sono corretti da prendere in esame. Ancora più importanti sono quelli delle palle riconquistate, non della percentuale di possesso palla. Quel dato non dice niente, gli altri non ti vengono ad attaccare, tu fai il giro palla della difesa con il portiere e dal difensore di destra lo porti a quello di sinistra, la tieni per 5 minuti, la tocchi sempre te, ma gli altri son lì comodi sul divano ad aspettarti. Non funziona quel dato lì, mentre funziona questo: le palle perse e quelle riconquistate. Per non perderla va riconquistata, perché gli altri ce l’hanno come noi, si parte da 50 e 50. Siamo migliorati sulle palle riconquistate, abbiamo diminuito la perdita di palla quando fraseggiamo, e lo facciamo dentro il traffico, dentro la loro metà campo come è successo a Sassuolo, sullo stretto. I giocatori hanno un po’ più di tranquillità, si vede. Magari c’è stato un palleggiatore in più che non un rifinitore in più o qualcosa del genere, però tutti hanno partecipato a questo dato qui. E’ una cosa che mi fa piacere sottolineare e che confermo. E’ un dato importante che è andato progredendo, sei uno attento.

Sono tanti gli infortuni, si è fatto di un’idea del perché? Solo sfortuna?
E’ semplice la cosa, è sempre stato così. Lei si accorgerà che gli infortuni vanno sempre a colpire la squadra che deve fare risultato e non sta dando quello che potrebbe e allora si innesca il meccanismo, non fanno risultato perché ci sono gli infortunati e la gente si infortuna perché non c’è il risultato. In una situazione come quella che stiamo passando è più facile infortunarsi, soprattutto quando si cambia allenatore. Perché? Perché l’allenatore che arriva è quello nuovo e vogliono far vedere tutto il valore il prima possibile e strappano al massimo perché io devo conoscere le qualità, questa è una cosa che può succedere di più. Però la connessione io la darei ai non risultati, alla non tranquillità di esprimere il proprio valore e non viceversa. E’ il cane che si morde la coda.

Nura è pronto per giocare? Gerson è tornato in Brasile…
Di Nura l’ho letto da voi, prima di saperlo dal dottore. A me è stato detto ‘Dicono che Nura ha avuto l’abilitazione’, quindi ho telefonato al dottore e invece ancora doveva fare la visita. Secondo me io ed il dottore siamo in sintonia anche in questo: il topino è sordo, perché riporta le cose sbagliate. Sta venendo qui a portare la medicina, il dottore è bravo e ha trovato la medicina anche per il topino, le supposte per il topino sordo. Nura ha fatto la visita per l’abilitazione, gli è stato concesso di potersi rialleneare con noi. E’ impressionante la velocità che ha, questo fatto di essere qui, vederlo là e non sapere da dove è passato. Sembra un soffio di vento, poi quando arriva a destinazione lo guardi in faccia e sembra che non abbia corso lui ma qualcun altro, perché ci potresti parlare tranquillamente mentre io quando faccio dieci metri mi viene il fiatone. Ora va messo nel contesto di squadra, anche se in quel ruolo lì ci sono diversi calciatori e alcuni mostri sacri. Si cercherà di fargli trovare un ambiente in cui possa crescere e maturare, perché ha grandissime qualità ma è sempre un ragazzo, senza mettergli subito responsabilità addosso che potrebbero creargli difficoltà nel perfezionarsi. Gerson? Non è mai stato tesserato. Era qui, non era contento di questa soluzione perché giustamente voleva esercitare il suo mestiere, ha parlato con la società e ha trovato questa sistemazione. Siamo contenti se va a star bene, con noi si sarebbe potuto solo allenare. Per quello che ho visto, mi è sembrato un calciatore di grande qualità. Un trequartista che aveva qualità ed intuizione, per cui si starà a vedere. Ma a noi interessa quello che possiamo usare, quello che è nostro subito. Dobbiamo pensare alla partita.

Tenterà di convincere Szczesny a rimanere a Roma?
Se uno ha delle ammirazioni e le dice è meglio, sappiamo il suo pensiero, meglio così piuttosto che se uno pensa, non le dice e non dà contributo. Lui ha una grandissima qualità, la freddezza. A volte sembra rilassato, non pronto, ma invece è concentratissimo, ha il carattere del portiere vero. Mi piace come persona e portiere. Ha fatto interventi importanti, è bravo a giocare con i piedi ed è fondamentale. In Italia le squadre partono tutte dal basso, se uno si informa sul portiere chiede prima le qualità dei piedi. Giochi sempre in superiorità con uno bravo con i piedi. Secondo me è un gran portiere. Mi sembra abbia anche detto che potrebbe rimanere alla Roma, mi è sembrato di leggere così. E io leggo tanto, quasi tutto, anche se qualcosa non ce la faccio.

Keita e Maicon dovrebbero giocare la terza partita in otto giorni, troppe? Dzeko sta bene fisicamente?
Su Keita e Maicon è un discorso che va tenuto in considerazione, ma allo stesso tempo non avevano fatto un filotto di partite, gli sono servite quelle partite per tornare in forma dopo un periodo di inattività. Su Dzeko c’è una cosa sola, lo serviamo male, non gli diamo palle che può giocare, lo dobbiamo sostenere di più e servire meglio. Non necessariamente dal fondo, i cross da dentro al campo si possono fare uguale, lui si predispone per questi passanti. Anche la palla buttata si può usare con un giocatore di queste qualità. Lui fisicamente è una belva. Si predispone un gruppetto di giocatori che fa iniziare l’azione su dove lui mette a terra la palla, non è una cosa casuale va organizzata. Dobbiamo farlo sentire all’interno del nostro gioco.

Il mister esce, poi rientra in sala stampa e dice “Gyomber ha giocato per un tempo con un dito del piede rotto e con un taglio alla testa per cui è stato suturato con 4/5 punti. Lo avevo in testa, poi come sempre voi mi portate sulle cattive strade e me ne son dimenticato. Lui è da portare come esempio, quelle sono le esternazioni e le situazioni che poi determinano veramente il valore dell’uomo e del calciatore. De Rossi ha preso la fotografia e se l’è attaccata all’armadietto, perché lui ha fatto una cosa che non avrebbe mai fatto nessuno e di cui io mi ricorderò. Come Emerson che quando loro hanno sbagliato il rigore è andato sotto la curva a gioire come se fosse uno che ha sempre giocato. Questi sono particolari importanti, non potevo non dirlo“.