CORRIERE DELLO SPORT (Jacopo Aliprandi) – Devyne Rensch si è ripreso la scena contro la Juve con una prestazione da protagonista, piena di segnali lanciati a Gasperini. Settantaquattro minuti che pesano, eccome se pesano. Perché il dettaglio non è passato inosservato: quando è uscito lui è iniziata la rimonta bianconera. Casualità? Forse. Rensch non giocava un minuto in campionato da sei partite. L’ultima apparizione contro l’altra torinese, in quel 2-0 giallorosso impreziosito anche da un suo assist. La sua sesta da titolare in Serie A è stata una partita completa, matura. Spinta offensiva continua, ma soprattutto attenzione feroce in fase difensiva. Due recuperi nel primo tempo hanno evitato guai seri; interventi puliti, letture puntuali, senso della posizione.

Gasp cercava risposte sulle corsie, e l’olandese gliele ha fornite con personalità. Adesso arriva un’altra occasione. Contro il Genoa non sarà schierato a destra, ma sulla corsia opposta, al posto dello squalificato Wesley. Una sfida diversa. Novanta minuti per confermare quanto di buono visto all’Olimpico, per ribadire che quella contro la Juventus non è stata un’eccezione, ma un punto di ripartenza. La Roma ha bisogno di alternative credibili, di energie fresche. Rensch ha riacceso la luce. Ora tocca a lui tenerla accesa, tra campionato ed Europa League, in un finale di stagione dove ogni dettaglio può fare la differenza.