Ortona, fine anni Settanta. Un paesino di ventimila abitanti sull’Adriatico, poco a sud di Pescara. Qui impazza un ragazzino alto e biondo, alle prese con un «problema» serissimo. «A 13 anni non facevo altro che leggere giornalini porno. Avevo una sessualità estrema, vi dico solo che mi hanno ricoverato per venti giorni per una cistite cronica da masturbazione… Non so se fosse una malattia, di sicuro era un bisogno. Ed è quello che mi ha spinto a fare questo lavoro». Il pornodivo. E a diventare l’attore hard più famoso del mondo. Rocco Siffredi, oggi 47 anni, si lascia andare a mezzora di chiacchiere su tutto e tutti al termine della presentazione di Matrimonio a Parigi, il nuovo film di Boldi da domani al cinema. «È stata una parentesi, io continuerò a fare quello che so fare meglio in assoluto, i porno. Però per la prima volta dopo oltre 1500 film sono riuscito a portare i miei figli sul set! Altra cosa, non mi sono stancato per niente, di film così potrei farne 3000 al mese, noi abbiamo altri ritmi…».
Ritmi che l’hanno portata alla dipendenza dal sesso.
«Qualche anno fa avevo smesso per non creare problemi ai bambini. Io ho un’educazione ecclesiastica, da piccolo facevo il chierichetto, pensavo di farcela. Ma se per trent’anni fai sesso con 3, 6, 10 donne al giorno smettere all’improvviso è impossibile. È come se chiedi a Boldi di non far più ridere la gente e restare a casa sua a passare il tagliaerba».
Beh sì, più o meno…
«Ma sì, lui starebbe male e io infatti ero depresso. Io ho iniziato ad andare con le prostitute. Poi mia moglie mi ha spinto a riprendere a lavorare».
Un lavoro per cui ci vuole preparazione fisica e non solo.
«Ho visto ragazzi, anche calciatori di serie minori, gente con due cosce così, cedere dopo pochi minuti perché non reggevano certe posizioni. Ma soprattutto bisogna conoscere le donne, avere estremo bisogno di loro. A proposito di calciatori, ne conosco soltanto due che potrebbero fare gli attori porno con successo. Sono sicuro, li dico?».
Prego.
«Totti e Cassano».
Ma sono felicemente sposati!
«Anch’io, cosa c’entra… Ma soltanto in loro riconosco la giusta predisposizione mentale alla donna. E sono disinibiti, potrebbero farlo anche davanti ai parenti».
In un video sul suo blog aveva parlato a lungo del premier.
«Ho rivisto in Berlusconi momenti della mia depressione, quando inseguivo ovunque le prostitute. Lui dopo l’addio della moglie ha azzardato un bunga bunga estremo. Ma non ditemi che è andato a letto con tutte, non ci credo neanche se lo vedo. Resta che non concepisco chi lo mette in croce per le escort, si potrebbe attaccare per molto altro. Abbiamo perso un anno a parlare di Ruby e Noemi Letizia e ora tocca ammazzarsi per salvare il Paese. Diversa è la storia di Marrazzo: io ho prodotto tre film con i trans più belli d’Italia. Mi hanno fatto nomi di clienti, politici, calciatori e gente dello spettacolo, che se si venissero a sapere cadrebbe il mondo. Marrazzo ha avuto la sfortuna di essere beccato. In Italia se un uomo va con cento donne è un figo, per questo al premier è andata bene, ma se fosse stato sorpreso con mezzo trans non l’avrebbero mai perdonato».
Gazzetta dello Sport – Elisabetta Esposito