Il Tornatora

Shakhtar, scuse e inviti

di Redazione

Corriere dello Sport (R.Maida) – Il grottesco incidente si è chiuso con il buon senso. Soprattutto grazie alla parte lesa, il giovane raccattapalle vittima della violenza nervosa di Facundo Ferreyra, forse non per caso soprannominato El Chucky, la bambola assassina. Si chiama Matteo Cancellieri, ha compiuto 16 anni a febbraio e gioca come esterno d’attacco nell’Under 16 della Roma allenata da Gianluca Falsini. Ieri mattina, utilizzando Instagram, Matteo ha minimizzato l’accaduto: «Grazie a tutti coloro che si sono preoccupati – ha scritto-. Tutto bene per fortuna, è stato solo un gesto di rabbia incontrollata da parte del giocatore. E’ un essere umano anche lui!».

IL FATTO – Lo scontro, o meglio la spinta che ha fatto cadere il ragazzo all’indietro scavalcando i cartelloni pubblicitari sotto alla tribuna Tevere, ha provocato un accenno di rissa perché i giocatori della Roma sono intervenuti in blocco a difesa di Matteo, che nel frattempo veniva curato da un pool infermieri e medicato per contusioni a polso e ginocchio riportate nella caduta. L’arbitro inspiegabilmente ha soltanto ammonito Ferreyra ma l’Uefa potrebbe decidere di prendere provvedimenti più pesanti nei suoi confronti. Lo stesso calciatore, uscito dalla trance agonistica, ha fatto arrivare le scuse a Matteo attraverso i colleghi argentini della Roma, Perotti e Fazio, e ieri mattina si è costituito anche pubblicamente attraverso i canali social: «Faccio i complimenti alla Roma che ha meritato la qualificazione ai quarti di Champions League e vorrei scusarmi con il raccattapalle che ho colpito e con tutti i tifosi giallorossi, a cui auguro un lungo percorso europeo».

LA SOCIETA’ – Senza se e senza ma. Nessun accenno polemico al comportamento di alcuni dei raccattapalle della Roma, che effettivamente dopo il gol di Dzeko non si affannavano per restituire il pallone allo Shakhtar. Neppure dall’Ucraina sono arrivate rimostranze, anzi. Con una grande lezione di stile, il club ha invitato ufficialmente Matteo a Kiev per visitare la città e le strutture dove si allena lo Shakhtar, naturalmente pagando le spese di vitto e alloggio. Un piccolo regalo per un ragazzo che sogna di diventare presto professionista: le qualità non gli mancano, come dimostrano le recenti convocazioni nelle nazionali Under 17 (già un gol) e Under 16.

TENSIONI – Non è stato comunque questo l’unico episodio controverso della doppia sfida tra Roma e Shakhtar: restando in area social, Diego Perotti ha postato una foto di Mike Tyson stremato alle corde durante un combattimento per prendere in giro l’avversario Taison, che all’andata gli aveva rifilato una gomitata cavandosela con un’ammonizione. «Novanta minuti all’Olimpico sono lunghi» era il commento sarcastico, che ha ricevuto centinaia di like e commenti divertiti da parte di molti compagni di squadra. Ancora più gustosa la foto-ringraziamento dei giocatori nello spogliatoio a Bruno Peres: il suo salvataggio a tempo scaduto a Kharkiv è stato decisivo per la qualificazione quanto la rete di Dzeko.