VIDEO – Sabatini show con Spalletti in zona mista: “Sta facendo una rivoluzione culturale che io non sono riuscito a fare. Il mercato lo farò io perché si fa ora e non ad agosto”

sabatini spalletti

Walter Sabatini, direttore sportivo della Roma, è stato intervistato durante il post partita di Roma-Inter. Queste le sue parole dopo il pareggio per 1-1 con tanto di show con Spalletti:

SABATINI IN ZONA MISTA

Io le idee di Spalletti sono obbligato a rispettarle perché vedo che producono risultati e comportamenti e accetto la critica volentieri… Volentieri no (ride, ndr) però l’accetto. Il suo pensiero lo devo ascoltare.

Perché non ti piace usare i dati statistici?
Uso i dati che ritengo utili. Molti hanno fatto un percorso diverso dal mio e vanno avanti per questa strada che è condivisibile. Io sono in sella con me stesso, pieno di buone idee e pieno di salute che mi serve per la Roma. Io sto lavorando per la Roma e non ho nessuna ipotesi di squadra quindi io sono totalmente concentrato perché è adesso che la Roma deve lavorare per far le cose giuste che deve fare. L’immediato è già il prossimo campionato. Non c’è nessun tipo di problema, è una cosa che succederà, magari c’è un cataclisma e non succederà. Il mio futuro è rappresentato dal derby, prima era da questa partita della quale sono soddisfatto perché potevamo anche perderla e da questa Roma che sta facendo cose importanti, che ha un obiettivo importante e lo deve perseguire fino all’ultimo respiro.

Se fosse rimasto Garcia avrebbe preso la stessa decisione?
Non c’entrano niente gli allenatori, in questo momento usufruisco come tutti i romanisti e l’azienda in general della collaborazione che io reputo straordinario, non tanto (arriva Spalletti) proprio adesso che sto parlando di te?

Spalletti: Voglio sentire quello che dici perché ogni tanto s’imbroglia e fa confusione.

Sabatini: Usufruisco io e dell’azienda tutti di un lavoro straordinario che sta facendo l’allenatore che non è solo di campo che sapevamo fosse veramente bravo ma è una vera rivoluzione culturale quella che volevo fare io 5 anni fa e non ci sono riuscito. S’intende forgiare, portare avanti un’idea che è sempre esistita a Trigoria e diventare finalmente squadra e club competitivi per convinzione senza scaricare alibi, luoghi comuni e tutto quello che fa ambiente e che in parte contribuite anche voi.

Hai detto che Pallotta sembra d’accordo…
Mi è sembrato d’accordo, non è d’attualità. Ascoltate se no s’incazza l’allenatore. Questo argomento non è attualità perché c’è calcio da fare. Io non voglio mancare di rispetto alla squadra. Noi abbiamo una squadra dentro il campo che lavora tutti i giorni.

Spalletti lo può convincere a restare?
Spalletti: Posso parlare io un minuto? Se no parla sempre lui…Nessuno può parlare di quello che succederà il prossimo anno perché sono dispersioni di attenzione e di mancanza di contributo alla squadra come ha avuto in questo periodo qui perché quando mi vuole fare i complimenti si fanno prima di tutto ai ragazzi per come si allenano e per come stanno interpretando il loro lavoro e poi a tutti quelli che lavorano dentro a Trigoria che rimettono a posto tutte le cose dalla mattina alla sera perché loro, quelli che vanno in campo, le trovino a posto. Lui è uno di questi, al mio pari, di Baldissoni, i magazzinieri. Nessuno può dire, è lo stesso con i calciatori che viene e dice di voler andare via. Chi dice chi vuole andare via ora dei calciatori sbaglia perché poi comincia quella fuga di energia, di attenzione che bisogna avere poi per queste 8 partite perché dentro queste 8 partite ci sarà quello che faremo dopo. Chiedetegli di queste 8 partite e poi a giugno…

Spalletti va via dalla zona mista.

Sabatini: L’allenatore ha perfettamente ragione. Non ho dato le dimissioni. Le motivazioni le vedremo in un’altra epoca. Non c’entra nessuno. C’entra il fatto che ho pensato in quel momento che fosse la decisione giusta e sarà le decisione giusta. Sono 5 anni di Roma credo di aver fatto tutto quello che fosse nelle mie capacità e in quel momento ho pensato a quello. Ha ragione Spalletti parlare di questo è una clamorosa mancanza di rispetto per quello che viene fatto tutti i giorni dai calciatori, dall’allenatore e da chi lavora per la Roma. Io sono assolutamente sereno e dico veramente il mio futuro è la Roma perché se la Roma non sarà all’altezza in queste 8 partite per me sarà vita grama e il futuro non sarà roseo come detto ma nero.

Che vuol dire essere all’altezza?
Di aver centrato l’obiettivo che ci siamo prefissi che è il terzo posto. Deve soprattutto centrare l’obiettivo rispetto al modo di essere dentro e fuori dal campo, in fisioterapia, in palestra. La Roma deve essere una squadra forte e per poterlo fare deve assecondare la mozione Spalletti, definiamola così.

Hai detto che hai provato a fare quello che sta facendo Spalletti in questi 5 anni…
Forse perché non è il ruolo, ci vuole contatto quotidiano con la squadra, piccoli messaggi sviluppati in tutta Trigoria. Forse io mi allontano troppo da Trigoria ma per motivi di lavoro naturalmente e poi forse per capacità. Vero che Spalletti ci sta riuscendo e dobbiamo assecondarlo. Ha ragione quando dice non si scende da questo carro in questo momento. Forse sono stato imprudente ma ho ritenuto che un po’ di verità non faccia male a nessuno siccome sentivo dire delle cose strane, transazioni, accordi, non ho nessun accordo da fare. Se devo parlare questo linguaggio qui ho ritenuto fare un po’ chiarezza perché la Roma è stata la mia vita quindi non ho bisogno di fare buonuscite, è stata veramente la mia vita.

Hai rimpianti di non aver vinto?
Si.

La Juventus è un modello?
No, io ho parlato di Juventus rispetto la mentalità ma quello che sta facendo Spalletti, e qui risiede l’originalità, è che lui indica un percorso Roma, lui vuole essere la Roma, non vuole essere la Juventus, non vuole essere il Real Madrid, vuole essere la Roma e questo per me è un messaggio di grande orgoglio e sono totalmente preso da questa cosa e ovviamente condivido totalmente quello che ha detto.

Il rimpianto più grande non può essere andar via ora che si sta costruendo questa Roma?
No, il rimpianto sarebbe quello di andare via senza aver costruito niente e io so, anche se non tutti sarete d’accordo, di aver costruito cose importanti nella Roma in questi anni perché la Roma è una società, patrimonio, società competitiva e che lotta ai vertici che ha tanti giocatori in giro. Io non credo di dover raccontare quello che ho fatto.

Avete parlato di Ljajic?
No ho parlato con lui e gli ho detto che se mi rompe le scatole torna qua e lo prendo a pedate se non si comporta bene (ride, ndr). L’Inter ha un’opzione e ha tutto il tempo per pensarci.

Lascerà delle linee guida per il mercato?
No, io farò il mercato insieme a questa società perché si fa adesso e no ad agosto.

Qualcuno l’ha scavalcata?
Nessuno, zero, tutto normale.

Chi consiglierebbe alla Roma come diesse?
Se dicessi quell’uno l’ho ammazzato (ride, ndr).

E’ la città che l’ha stancata?
No, questa città mi ha dato la vita.

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