Pagine Romaniste (Alessio Nardo) – La giostra è ufficialmente partita. Il Mondiale è puro divertimento, la festa del calcio, l’evento più atteso da appassionati e tifosi di ogni continente. Stavolta senza Italia, amen. Ce ne siamo fatti una ragione. I nostri occhi saranno puntati sui beniamini di casa Trigoria, pronti finalmente a debuttare. Il primo dei romanisti a scendere in campo sarà Federico Fazio, presumibilmente titolare nell’Argentina di Sampaoli che domani alle 15 sfiderà l’Islanda nel gruppo D. Poi, domenica alle 14, ci sarà spazio per capitan Aleksandar Kolarov nella Serbia che incrocerà Costa Rica. In serata, sempre di domenica, Alisson Becker proteggerà il suo Brasile dagli assalti svizzeri. Ore 20.

Buona fortuna a tutti e tre. Con l’auspicio che almeno uno di loro possa tornare a Trigoria rinfrancato da un bel successo, dal trionfo, dalla coppa alzata al cielo di Mosca il prossimo 15 luglio. Come accadde, per la primissima volta, nel 1934 agli italiani Masetti, Ferraris e Guaita. Proprio quest’ultimo, argentino naturalizzato azzurro, siglò nella semifinale con l’Austria il primo gol romanista ai campionati del mondo. Quattro anni dopo, bis dei ragazzi di Pozzo in Francia con ben 4 giallorossi presenti: Monzeglio, Serantoni, Donati e il portierone Masetti, semplice riserva in nazionale ma detentore di un record importante. E’ lui, infatti, l’uomo ad aver vinto più titoli mondiali da giocatore della Roma. Ben due, per l’appunto. Pur avendo recitato il ruolo di comparsa.

Nel 1954, in Svizzera, non servirono all’Italia i gol di Egisto Pandolfini e Carlo Galli durante la fase a gironi, nel match contro il Belgio, per guadagnare la qualificazione ai quarti. Delusione enorme anche per Giacomino Losi e Giampaolo Menichelli nel 1962, in Cile, e per Paolo Barison (in gol contro il Cile a Sunderland) nel ’66 in Inghilterra. Tutti eliminati al primo turno. Nel ’78, Paolo Conti fu semplice spettatore del torneo che vide Zoff difendere i pali italiani in Argentina. Quattro anni più tardi, Bruno Conti e Paulo Roberto Falcao (primissimo straniero della Roma convocato ai mondiali) furono protagonisti del celebre confronto del Sarrià di Barcellona che premiò la truppa di Bearzot e mandò a casa (a sorpresa) la Seleçao del Divino. Per Marazico fu un percorso trionfale, sino al 3-1 del Bernabeu alla Germania, tanto che Pelè lo elesse miglior giocatore dell’intero torneo.

Non si rivelò altrettanto fortunata l’avventura del 1986 per Brunetto, eliminato agli ottavi dalla Francia di Platini. Con lui Tancredi, Nela e Ancelotti. Destino identico per Zibì Boniek, travolto per 4-0 con la sua Polonia a Guadalajara dal Brasile. Nel 1990 tanti rimpianti per Peppe Giannini, a segno con gli States ma estromesso dall’Argentina ad un passo dalla finale e successivamente vendicato dai suoi compagni, i tedeschi Berthold e Voller: quest’ultimo, top player assieme a Falcao per numero di reti segnate ai mondiali da romanista, ben 3. Germania meno travolgente nel ’94, con Hassler titolare. Male anche l’Argentina di Caniggia e Balbo (entrambi peraltro in gol durante l’edizione americana) a differenza di Aldair, primo brasiliano-giallorosso a laurearsi campione. Come Candela nel ’98, trionfatore proprio ai danni di Alda e Cafu, nel mondiale transalpino ricordato per il rigore fallito dal nostro Gigi Di Biagio ai quarti di finale. Errore che, per l’appunto, lanciò la Francia verso il suo primo alloro iridato.

Nel 2002, in Corea e Giappone, record assoluto di presenze giallorosse: ben 10. Un campione del mondo, Cafu, capitano della Seleçao, e un solo gol all’attivo per i nostri: quello di Batistuta alla Nigeria nel match inaugurale dell’Argentina. Pochissima gloria per gli altri, italiani compresi, bastonati dalla Corea del Sud e da Moreno: Francesco Totti seppe riscattarsi alla grande quattro anni dopo, in Germania, vincendo il titolo assieme a Perrotta e De Rossi. E proprio Daniele, grazie alle partecipazioni alle edizioni del 2010 e del 2014, è diventato il romanista con il maggior numero di convocazioni ai mondiali (3) pur non riuscendo ad evitare la duplice brutta figura in Sudafrica e in Brasile. I più recenti gol dei “nostri” risalgono all’ultima edizione: le due perle dell’ivoriano Gervinho contro Giappone e Colombia, oltre all’inutile guizzo del bosniaco Miralem Pjanic con l’Iran. Il ventitreesimo e fin qui ultimo sigillo mondiale tinto di giallorosso.

Statistiche relative ai romanisti in Coppa del Mondo

Convocazioni totali: 61 (30 Italia; 10 Brasile; 8 Argentina; 3 Germania; 2 Francia; 1 Polonia, 1 Austria, 1 Uruguay, 1 Ghana, 1 Costa d’Avorio, 1 Grecia, 1 Bosnia, 1 Serbia)
Edizione con più romanisti: Corea & Giappone 2002 (10)
Edizioni con meno romanisti: Uruguay ’30, Brasile ’50, Svezia ’59, Messico ’70, Germania ’74 (0)
Numero di romanisti campioni
: 16 (2 Masetti; 1 Ferraris, Guaita, Monzeglio, Donati, Serantoni, B.Conti, Voeller, Berthold, Aldair, Candela, Cafu, Totti, Perrotta, De Rossi)
Gol totali dei romanisti: 23
Giocatore con più convocazioni da romanista: De Rossi (3)
Giocatore con più titoli conseguiti da romanista: Masetti (2)
Giocatori con più presenze da romanisti
: Aldair, Cafu (13)
Giocatori con più gol all’attivo da romanisti
: Falcao, Voeller (3)