Roma, un piano di rivalutazione

di Redazione

In scia di Conte, si piazza Gasperini. La Roma guarda ormai da tempo alla prossima stagione, ma è consapevole di dover aspettare la fine del campionato per ufficializzare l’erede di Ranieri. Pallotta e il suo management, con la benedizione di Petrachi, sono pronti a convincere l’allenatore dell’Atalanta, che avrebbe già dato il suo gradimento. La priorità è, insomma, in panchina: individuato il professionista per voltare pagina dopo quest’annata deludente, c’è da chiudere con lui senza farsi distrarre da altre possibili negoziazioni. È vero che Baldini, in prima persona, resta in pressing su Sarri che comincia ad avere qualche dubbio sulla sua conferma. La Roma non si può permettere di sprecare energie e anche settimane dietro a chi non ha ancora garanzie dal proprio club. L’indecisione, a metà maggio, spesso risulta fatale. Meglio non rischiare per non ritrovarsi con la quarta-quinta scelta. Avanti tutta, dunque, sull’allenatore dell’Atalanta. Il profilo, almeno per il management di Pallotta, è simile a quello di Conte, nel metodo di lavoro e nella proposta calcistica. Alcuni giocatori della Roma, in questo senso, è come se avessero giocato già per lui nella gara di domenica sera contro la Juventus. L’esempio è Florenzi a tutta fascia, ma anche Under passato in pochi secondi dallo sprint all’assist. Nella sua rosa, chiare le caratteristiche dei protagonisti: fisicità, rapidità, potenza, resistenza, corsa e duttilità. Nel suo 3-4-2-1 c’è chi potrebbe avere spazio e quindi considerazione. Dietro oltre a Manolas ha chance Fazio. Sui lati Florenzi, pure con pochi centimetri, è ok. Se sta bene, pure Karsdorp. Non Kolarov a sinistra, solo da centrale nella linea a 3. Il mercato si farà in corsia. In mezzo il play deve essere rapido. Nzonzi non lo è, ma è centrocampista di forza e sostanza. Pellegrini va bene in mediana, Zaniolo e ovviamente Cristante avanzano per l’abbondanza nel gruppo delle mezze punte da sistemare dietro al centravanti: El Shaarawy e Under i più adatti, Perotti, Kluivert e in teoria Schick. Se Dzeko, come sembra, saluta, va cercato il sosia di Zapata. Petrachi, insomma, deve preparare l’ennesima rifondazione. Lo riporta Il Messaggero.