Un tempo a buon livello non basta per portar via tre punti fondamentali contro il Napoli, ne tantomeno per riportare questa Roma nelle grazie di un pubblico ormai stanco. La serata inizia con la contestazione della Sud e finisce, dopo una partita assurda divisa a metà, con la squadra, Totti in testa, che va a scusarsi sotto la curva. Peccato perché era iniziata nel migliore dei modi, con i giallorossi padroni della gara per un tempo, ma ancora una volta totalmente (o quasi) assenti nella ripresa: la fotocopia, capovolta, della gara con la Fiorentina… e per andare in Europa giocare un tempo solo non basta. Le assenze? Non possono essere un alibi. La Roma parte col freno a mano tirato ben sapendo quanto sia delicata questa partita soprattutto per il pubblico che risparmia solo Totti. Fischi pesanti durante il riscaldamento, così come alla lettura delle formazioni: «Tifiamo solo la maglia». E lo striscione che compare qualche istante dopo è chiaro: «Anche se ormai è segnata la vostra sorte, per la Roma canteremo fino alla morte». Ma col passare dei minuti, dopo i soliti rischi in avvio, la squadra di Luis Enrique si scioglie e inizia a giocare bene. Il nulla visto con Juve e Fiorentina sembra un lontano ricordo e la Roma diventa padrona del campo grazie anche a un Totti stellare.

Il capitano è sempre il punto di riferimento della manovra offensiva giallorossa: costruisce, corre, difende e fornisce palloni ai compagni. Le cose migliori la Roma le fa nella metà campo avversaria, rispolvera il fraseggio breve, gioca il suo miglior primo tempo stagionale e prova a colpire il Napoli: ci sarebbe già riuscita poco prima della mezz’ora se Gago non avesse sbagliato a porta vuota sulla ribattuta di De Sanctis impegnato da fuori del solito Totti. Poi con Marquinho di testa: grande cosa da sinistra di un ottimo Bojan. Quindi a tre minuti dall’intervallo il meritato vantaggio: parte tutto ancora da Totti che dopo aver «preso» un triangolo a centrocampo segue l’azione e infila un pallone fantastico per Rosi, palla nel mezzo e terzo gol di Marquinho con la maglia della Roma. A questo punto la squadra giallorossa sembra poter far pace col mondo e con se stessa, ma non sarà così. La ripresa è un’altra partita: in campo c’è solo il Napoli. Tre minuti per il gran gol di Zuniga che taglia le gambe alla Roma. Il Napoli adesso arriva da tutte le parti e non fatica ad aprire le maglie della difesa romanista. Così prima Lobont fa un miracolo su Maggio lanciato a rete, poi Cavani mette il suo sigillo sulla gara. Altra ripartenza, uno contro uno con Kjaer non è un match e palla nell’altro angolo a battere Lobont. Fa 1-2 e Roma all’inferno. Luis Enrique cambia: dentro Simplicio e Tallo per Pjanic e Bojan e la Roma va un po’ meglio. Così, proprio sull’asse Tallo-Simplicio, nasce il gol che 2-2 finale (un pareggio dopo tre mesi) che cambia poco per la Roma, ma interrompe la striscia negativa. Gran cosa del primavera giallorosso e gol di Simplicio che esce dal campo e piomba addirittura in tribuna per baciare moglie e figli… È tutto vero! Finisce con la squadra sotto la Sud e capitan Totti che chiede scusa per tutti. L’atteggiamento dei tifosi non cambia, ma quello di Baldini & Co. nemmeno: Luis Enrique non si tocca e il primo tempo di questa sera forse ridà qualche speranza alla Roma del futuro. Ma quest’anno ormai è andato…che peccato!

Il Tempo – Tiziano Carmellini