CORRIERE DELLO SPORT (Jacopo Aliprandi) – La speranza è che sia solo una distorsione. Ma la faccia con cui Wesley ha lasciato lo stadio prima di salire sul pullman direzione Roma non lasciava ben sperare. Passo corto, caviglia sinistra fasciata, il peso del corpo appoggiato a un fisioterapista. La tacchettata di Rrahmani alla caviglia sinistra del brasiliano – che oggi si sottoporrà agli esami strumentali – mette inevitabilmente in apprensione lo staff medico. Tuttavia, averlo visto senza stampelle è stato un primo, piccolo sospiro di sollievo.

È stata una corsa fatale ma essenziale. Fatale per quella caviglia che ora fa paura, essenziale per la conquista di un rigore pesantissimo al Maradona. Per un attimo è sembrato che potesse essere il colpo grosso, prima del pari-beffa firmato da Alisson. Ma il calcio è crudele, sa alternare l’esaltazione alla frustrazione nel giro di pochi minuti. E così la notte partenopea si è trasformata in una lunga attesa. Perché Wesley non è uno qualunque.

Lo sa bene Gasperini: “Speriamo non ci sia stata una distorsione, Wesley sta facendo una stagione straordinaria”. Il brasiliano è fondamentale. Lo è stato fin qui e lo sarà ancora di più tra due settimane, per la sfida contro la Juventus. Intanto Gasp incrocia le dita, perché ha bisogno di lui. Così come ha bisogno di Koné e di Dybala, che proveranno a stringere i denti e a recuperare per la sfida contro la Cremonese.