
Intervistato da Il Romanista, l’ex giallorosso Ruggiero Rizzitelli ha stilato un bilancio del 2013 della Roma: “Credo che avremmo messo tutti la firma per vedere la squadra dov’è adesso. E non solo per come era iniziato l’anno e si era poi conclusa la stagione scorsa, ma anche per come era nata quella in corso. Ricordo ancora le critiche e le polemiche di quest’estate, ai tempi della preparazione, intorno a un gruppo che, agli occhi di molti, aveva perso gli elementi migliori, da Lamelaa Marquinhos, fino allo stessoOsvaldo, che pure era stato oggetto di contestazione da parte di tanti tifosi nel ritiro di Riscone e soprattutto aveva ingaggiato un allenatore che nessuno, almeno a livello di grande pubblico e fatti salvi gli addetti ai lavori, conosceva. E che, oltretutto, si era presentato con alcune battute poco felici su una parte dei tifosi, che avevano fatto subito pensare ad un’altra stagione già persa in partenza. Gervinho? Importantissimo. E dire che anche lui era arrivato tra tanto scetticismo. E invece, nonostante sotto porta abbia qualche lacuna, è un giocatore devastante: nel saltare l’uomo, nel fare l’assist, nello spaccare le difese. Un uomo fondamentale, per l’allenatore e per la squadra. Benatia è il vero valore aggiunto lì dietro. Fenomenale. Si sapeva di quanto fosse bravo, ma finché non lo vedi giocare in una grande squadra non hai modo di capire quanto uno lo sia veramente. E lui è davvero l’uomo in più. È come un grande bomber, ma in fase difensiva. Senza contare che lui segna pure. E quindi è anche bomber…”.
