La svolta del calcio in tv, con registi e produttori gestiti direttamente dalla Lega, si farà. Così vuole il fronte di governo guidato da Galliani e Lotito ma non ci sarà uno scontro con chi sta all’opposizione. O almeno, non dovrebbe esserci. Questo perché anche la Juventus, al netto della violenta polemica col Milan nata attorno al (non) fuorigioco di Tevez, è favorevole concettualmente a un affidamento alla Lega della squadra di produzione (regista, assistente, produttore) incaricata di costruire il «racconto» televisivo delle partite di campionato. E la società di Agnelli lo ha fatto sapere in tempi non sospetti, più di un anno fa in una riunione della commissione sui diritti audiovisivi, quando espresse il suo assenso al pari degli altri club all’ipotesi ventilata e poi lasciata cadere nel vuoto dalla Lega. La contrapposizione forte tra le due anime della Serie A ha alimentato un clima di sospetti e dietrologie, francamente non più tollerabile, che tira in ballo i broadcaster (Sky e Mediaset in particolare) e l’advisor (Infront). All’origine la mancata trasformazione della Lega in un organismo terzo, autorevole e dotato di una certa indipendenza, al pari di Premier e Bundesliga. Ma questa è storia vecchia…
SI CAMBIA Ormai si è arrivati a mettere in discussione l’obiettività stessa della narrazione televisiva, in particolare per i cosiddetti casi sensibili. Quindi, si cambia. Dal 201516 registi e produttori non saranno più pescati da Sky e Mediaset (adesso 6 partite alla prima, 3 alla seconda e una a Infront) ma saranno formati, gestiti e controllati dalla Lega. Avranno contratti in esclusiva con la Lega. Se sbagliano dovranno rendere conto alla Lega. Su questo la Juve non farà le barricate. L’idea di una squadra di professionisti indipendenti trova d’accordo i bianconeri, anche desiderosi di sganciarsi dalla dicotomia SkyMediaset. Semmai un eventuale dissenso potrebbe essere mosso da Torino se tutta la materia fosse delegata a Infront.
DISTINGUO La rilettura di un passaggio del comunicato di risposta al Milan è istruttiva: «Galliani pare ignorare che tal schiera di registi indipendenti sarebbe verosimilmente formata, se non addirittura fornita, dall’advisor/procacciatore/produttore che si troverebbe nella singolare posizione di scrivere le regole, eseguirle e trarne anche i profitti». Secondo la Juve, in pratica, non dovrà essere lo stesso soggetto a formare i registi e a controllarne l’operato. O l’uno o l’altro. Ci sarà modo di parlarne a cominciare dall’assemblea di venerdì, anche se il tema dei registi indipendenti non è all’ordine del giorno
La Gazzetta dello Sport

