Il Tornatora

Petrachi: “Roma, il mio mercato furbo”

di Redazione

Gianluca Petrachi è soddisfatto degli acquisti, ha zero rimpianti ed è felice anche per il mercato in uscita. «All’80% ci sono riuscito, è rimasto qualche residuo che ci sta in una rosa così ampia. Sono contento di come sia andata. Sono convinto di aver creato, insieme a tutta la società, qualcosa su cui far rinascere l’entusiasmo e l’orgoglio romanista». Troppi prestiti, forse. Categoria di calciatori sempre a rischio. «A volte ci si deve adattare alle esigenze. Per Smalling e Mkhitaryan era difficile impostare un certo tipo di discorso o ragionamento a quarantotto ore dalla fine del mercato. Si sono create delle opportunità per fare operazioni furbe». La questione Baldini, poi. Discorso che da Petrachi viene sempre trattato con molta decisione. Voleva chiarire che non c’è la mano di Baldini sugli acquisti inglesi di Smalling e Mkhitaryan, precisando che «Franco mi aveva segnalato che Micki poteva liberarsi dall’Arsenal». Come a dire: dovevo pagarlo, poi l’ho preso gratis. Inoltre il ds precisa come Baldini non abbia «mai intralciato il mio lavoro, è stato al posto suo». Infine la questione monte ingaggi, che nella Roma è troppo alto. «Il nostro lo è molto. Su questo dobbiamo migliorare e miglioreremo nel corso del tempo, cercheremo di riequilibrare le cose. Ora il livello è un po’ sfalsato, io proverò a ricalibrare il tutto tenendo altissimo il tasso qualitativo». La mission più complicata. Lo scrive Il Messaggero.