Il Tornatora

Peres e Kolarov. Quando la Roma corre senza fermarsi mai

di Redazione

La Gazzetta dello Sport (C.Zucchelli) – La coppia, almeno per un po’, è ben solida e destinata a non scoppiare: Bruno Peres e Kolarov, destro e sinistro, il dubbio e la certezza, al momento gli unici due terzini di ruolo su cui Di Francesco può fare affidamento. Giocheranno loro a Siviglia e Vigo, toccherà a loro iniziare la stagione tra campionato e Champions perché Karsdorp, Emerson e Florenzi stanno recuperando dai rispettivi infortuni al ginocchio. In teoria dovrebbe tornare prima l’olandese, poi il romano e infine il brasiliano, in pratica Peres e Kolarov, per adesso, sono i punti fermi delle fasce romaniste e se per il neo arrivato non è una novità, a Trigoria – e fuori – in pochi credevano che la Roma avrebbe ricominciato l’anno da Peres.

QUI BRUNO – E invece l’infortunio del titolare designato, Karsdorp, ha complicato i piani, ma il brasiliano ci ha messo del suo cercando di convincere Di Francesco fin dal primo giorno di ritiro a Pinzolo. Non è ancora quello del Torino, ma qualche passo avanti lo ha fatto e i continui addestramenti tattici di Eusebio e del suo staff stanno dando i primi frutti. La presenza della famiglia lo aiuta, così come il clan brasiliano (Emerson, Castan, Gerson, Alisson e Juan Jesus) con cui trascorre ogni momento libero e non ha problemi ad immortalare tutto (sui social). Quando rientreranno Karsdorp e Florenzi difficilmente farà il titolare, ma con tre competizioni una mano la potrà dare, soprattutto se i progressi continueranno.

QUI KOLAROV – Più di una mano, invece, potrà darla il serbo: giocatore d’esperienza, abituato alla Premier e pure a Roma (anche se deve ancora sistemare qualche situazione burocratica, come il permesso di lavoro, che lo ha tenuto impegnato ieri), è il titolare della fascia sinistra. Emerson rientrerà a novembre e avrà bisogno di tempo per rientrare in forma ed adattarsi ai suoi schemi, crescere insieme a un giocatore di 10 anni più grande e che arriva da un campionato come la Premier potrà solo fargli bene. Kolarov si è già inserito nel gruppo perfettamente: parla l’inglese, l’italiano è un po’ arrugginito e va rispolverato, ma il rapporto con De Rossi (stesso agente) e con Dzeko (anche le mogli sono grandi amiche) lo sta facilitando. Di Francesco di lui si fida a occhi chiusi, Monchi anche, e la sensazione è che fino all’autunno inoltrato sarà costretto a fare gli straordinari. Non che la cosa lo spaventi o lo turbi in qualche modo.

ALTERNATIVE – Anche perché Moreno e Juan Jesus, che il tecnico potrebbe schierare da quella parte, lo convincono poco sulla fascia. Sicuramente un po’ più il messicano del brasiliano, ma sono situazioni di emergenza. La realtà è che Kolarov e Bruno Peres sono e saranno i titolari almeno nelle prime due di campionato e nel debutto di Champions League, poi si vedrà. Il modulo, che prevede una Roma votata all’attacco, li aiuta, ma il compito sarà importante anche e soprattutto in fase difensiva. Le alternative, almeno all’inizio, non ci saranno, il tempo per rifiatare sarà poco, ma la Roma non può permettersi di aspettare e quindi toccherà a loro: più diversi, per carattere e abilità tecniche, non potrebbero essere, e chissà che questa alla fine non diventi una fortuna. La coppia non scoppierà almeno per un altro mese, ma non è detto che non possa durare anche più a lungo. Questione di feeling.