pallotta

Il Corriere dello Sport (R. Maida) – Volava ancora a 40.000 piedi di altezza, dove gli aerei privati si arrampicano per evitare le turbolenze, quando un altro illustre presidente di Serie A, Silvio Berlusconi, si affacciava allo scalo di Ciampino. James Pallotta proveniva da Londra, sul suo bestione da 14 posti dal costo di 5 milioni di euro, mentre Berlusconi si imbarcava per Milano, sempre con un jet privato. Si sono sfiorati, in pratica. Pallotta è atterrato alle 16.15, puntualissimo, in compagnia del fido Alex Zecca e dell’ultimo acquisto della Roma: la manager Kaitlyn Colligan, esperta di marketing che affianca gli altri dirigenti nella caccia a sponsor e partner aziendali. Tra una battuta e l’altra, con il sole di giugno che infieriva sui suoi occhi, ha risposto con la solita disinvoltura alle tante domande che gli sottoponevano le decine di cronisti presenti. «Aspettate, recupero il passaporto e arrivo, sono tutto per voi. Mettiamoci comodi».

CESSIONI – Per prima cosa, Pallotta ha ribadito quanto ha sempre affermato: i migliori giocatori non si vendono, o almeno non si trattano. «Come ve lo devo dire? – ha spiegato – Nainggolan ha un contratto con la Roma e giocherà nella Roma nel prossimo campionato, perché è felice di stare qui. E non abbiamo intenzione di vendere neppure Pjanic e Rüdiger. Non vogliamo vendere nessuno, mi piace la rosa così com’è». Pjanic ha una clausola di rescissione da 38 milioni, però. Pallotta annuisce: «E’ vero. E su questo punto non possiamo fare niente». Si potrebbe rinnovare il contratto, che scade nel 2018: «Mi risulta che Miralem il contratto lo abbia già». Sipario: prendere o lasciare, Pjanic, a te la scelta.

SCADENZA -. Esclude, Pallotta, che esista l’ansia di raggranellare quattrini in vista del 30 giugno, giorno in cui verrà chiuso il bilancio: «Ho sentito tante cose. Ma non sono affatto preoccupato dai conti o dal fair play finanziario. Non dobbiamo dimenticare che abbiamo ereditato certe situazioni dalla precedente gestione. I nostri flussi di cassa sono ottimi. Certamente facciamo attenzione ai parametri Uefa, come tutti i club europei, ma nella massima tranquillità. Non è vero, per esempio, che debbano obbligatoriamente entrare 30 milioni entro la fine del mese. Ma se qualcuno vuole prestarceli (ride, ndi) li prendiamo volentieri».

IL CAPITANO – . Su Totti, Pallotta precisa: «Non ho mai cambiato idea sul suo conto. Negli ultimi tempi sono rimasto in silenzio sull’argomento proprio per non alimentare le chiacchiere. Ma da sei mesi il dialogo con Francesco va avanti. Quando ci siamo incontrati la prima volta (a dicembre, ndi), gli ho chiesto: “Vuoi giocare ancora o fare subito il dirigente? Comunque sia, ne riparleremo alla fine della stagione”. E così sarà: lo incontrerò e parleremo ancora». Si aspetta solo l’annuncio del rinnovo contrattuale, tra oggi e domani, ma Pallotta non dissolve la nebbia: «Non so quando accadrà questo. Prima devo vedere Francesco. Magari è in vacanza adesso…». In realtà Totti è rimasto nei paraggi, sul litorale romano, proprio in previsione del faccia a faccia definitivo con il presidente.

IL RESTO – Conferma ottimismo sul fronte dello stadioLe cose stanno andando alla grande, è un progetto da 50.000 pagine»), non considera un problema l’inquietudine di SabatiniNon parleremo di possibili separazioni ma solo delle operazioni di mercato»), si complimenta con la Primavera campione d’ItaliaHo visto un pezzo della finale, sono stati meravigliosi») e aspetta allegro il previsto confronto con Spalletti: «Ovviamente lo incontrerò in questi giorni. Lui per noi non è certo un problema. Mi pare che i risultati siano stati soddisfacenti, o sbaglio? Ha un altro anno di contratto con la Roma, è tutto a posto». Pallotta ripartirà venerdì: la sensazione è che possa essere una una settimana lunga e densa.