Corriere dello Sport (A.Polverosi) – Con 70 minuti di calcistica grandezza, il Napoli ha vinto la sua ottava partita di fila, all’Olimpico contro la Roma, e ha staccato la Juve, ora a -5. Ma nonostante la manifesta inferiorità della Roma, incapace di reagire se non nella parte finale della gara, il Napoli ha rischiato di pareggiare. Un palo di Fazio e una traversa (parte alta) di Dzeko hanno fatto tremare una squadra compaciuta di se stessa. Tuttavia anche questa partita ha detto con chiarezza che il Napoli è bello e forte, con una difesa portentosa (Koulibaly, un mostro) e un attacco che lascia sempre il segno. Ieri la firma è stata di Insigne. Il Napoli è una squadra esatta, da non confondere con perfetta. E’ esatta nelle chiusure, negli anticipi, nei tagli, nel palleggio e nel recupero palla. E’ una grandissima squadra. La Roma ora deve riflettere: due scontri diretti all’Olimpico, due sconfitte. Questo non è un passo nemmeno da Champions. Ha preso una lezione nel primo tempo, quando c’era solo Napoli. Tanto Napoli. Ovunque. Dietro, a metà campo e davanti. Nelle rare occasioni in cui la Roma riusciva a recuperare palla, il Napoli gliela strappava dopo un amen. Al 45,’ possesso palla vicino al 60 per cento per la squadra di Sarri, un gol, una parata decisiva di Alisson, altre buone occasioni di Insigne, Allan e Mertens e soprattutto zero parate di Reina.

IL GUIZZO DI LORENZINO – Napoli e Roma erano entrate in partita a passo felpato. La sconfitta della Juve le avrebbe spinte in avanti anche in caso di parità, forse non era il caso di scatenare chissà quale inferno. Il problema, per la Roma, è che il Napoli non riesce a fare calcoli, probabilmente non sa nemmeno le tabelline. L’unico conto che conosce è quello dei gol. Appena la Roma ha perso un briciolo di distanze, il Napoli ha cominciato a graffiarla. L’azione che ha preceduto la rete di Insigne è stata uno spettacolo: Hamsik-Insigne-Mertens, botta sul palo vicino dove si era felicemente appostato Alisson. Ma qualche secondo dopo, quando con la stessa velocità si è sviluppata un’azione simile, De Rossi precipitandosi verso la sua area ha fatto l’assist per Insigne, che non aveva mai segnato alla Roma e ieri si è tolto lo sfizio.

SENZA RITMO – A quel punto la squadra di Di Francesco era costretta ad aumentare il ritmo, ma non lo ha fatto, forse perché temeva che alzando gli esterni (fino a quel momento Florenzi aveva fatto il terzino, faticando, sull’ala Ghoulam) avrebbe lasciato varchi a un avversario che sa trasformare un viottolo di campagna nell’autostrada del sole. Nella Roma c’era qualcosa che non tornava anche nell’assetto: Di Francesco aveva avanzato Nainggolan nel ruolo di trequartista, come giocava l’anno scorso. Era una mossa dettata dall’ottimismo, pensava di tenere palla e sorprendere Jorginho alle spalle. E’ successo il contrario. Tanto è vero che nella ripresa è tornato al 4-3-3. Alla fine del primo tempo, stupiva solo il risultato: 1-0, per la produzione di gioco del Napoli, era troppo poco. Alla Roma veniva concessa la possibilità di rientrare in partita.

ROMA, PALO E TRAVERSA – Il secondo tempo è cambiato solo dopo una ventina di minuti e altre due buone occasioni del Napoli. La partita della Roma è iniziata poco prima che Reina, aiutato dal palo, salvasse il risultato con una prodezza su colpo di testa di Fazio, entrato bene in partita al posto di Manolas. Ora la squadra di Di Francesco spingeva tenendo il ritmo a un livello adeguato, non come nella prima ora. Anche Dzeko ha colpito la parte alta della traversa con un colpo di testa. Con un pizzico di sfortuna in meno avrebbe ripreso una partita che il Napoli aveva sbagliato a tenere aperta dopo averla così a lungo dominata.