Il Tornatora

Il Messaggero – La Roma piange, Cavani alle stelle

di Redazione

L’inizio del nuovo anno per la Roma non è come la fine del vecchio: Cavani, mai a segno al San Paolo contro i giallorossi, si scatena in una notte. Tre gol per il 4 a 1 del Napoli che adesso è terzo, approfittando delle cadute dell’Inter e della Fiorentina. Zeman resta al sesto posto: la caduta nello scontro diretto (settima sconfitta del campionato) fa crescere la distanza dalla zona Champions, ora a 5 punti.
La Roma chiude male il girone d’andata. Paga, però, gli errori di Destro davanti a De Sanctis. E l’assenza di Marquinhos in difesa. Con Osvaldo in panchina, manca il finalizzatore. L’italoargentino sta fuori per rispetto al gruppo dopo il forfait nella tournée in Florida. Ma per il resto è la Roma migliore, come interpreti, a sfidare il Napoli nello spareggio da Champions. Zeman va all’attacco, con Pjanic intermedio a destra e il tridente con Destro centravanti, in mezzo a Lamela e Totti. Mazzarri punta sul classico: replica al 4-3-3 giallorosso con il suo 3-4-1-2, con Hamsik alle spalle di Pandev e Cavani, anche se il trequartista, in fase di non possesso palla, finisce a sinistra, con l’assetto che diventa il classico 4-4-2, perché Zuniga arretra a sinistra, da terzino su Lamela.

FALSA PARTENZA La Roma sbaglia la partenza. Bradley perde palla fuori area e permette a Pandev la ripartenza corta e veloce. La difesa giallorossa sta salendo, Castan è troppo avanti, Burdisso è decentrato. Cavani è il fulmine improvviso nel cielo stellato: l’uruguaiano entra in area e tocca facile alle spalle del connazionale Goicoechea: 1 a 0 al quarto.
Il Napoli nel primo tempo conclude, tiro fiacco da fuori di Inler, solo un’altra volta, anche se Cavani è sempre in agguato. Goicoechea è senza lavoro. Il suo collega De Sanctis, invece, sarà il migliore della squadra di Mazzarri. La Roma fatica inizialmente a organizzarsi, anche perché De Rossi non riesce a far gioco come dovrebbe, ma dopo la mezz’ora segue Totti all’assalto del fortino partenopeo.
Entra in scena il capitano e riappare la squadra. Destro, su imbucata di prima proprio di Totti, è solo in area come Cavani al momento dell’azione per il vantaggio: sul tocco, però, trova il corpo di De Sanctis a far muro. Pochi secondi e stavolta è Bradley ad allargare per il centravanti che, invece di tirare, si impappina sul più bello. In meno di quattro minuti Destro ha tre chance per il pari, ma le spreca: l’ultima, ancora su invito di Totti, è un destro debole che De Sanctis controlla. Il momento chic dei giallorosso continua: destro da fuori di Pjanic e deviazione volo di De Sanctis che alza sopra la traversa. Lamela si fa notare prima dell’intervallo: sinistro dal limite, bloccato dal portiere azzurri.

ANCORA A FREDDO La ripresa parte e sembra simile al primo tempo. Cavani per colpire per la seconda volta fa addirittura prima. Al terzo minuto il 2 a 0, dopo un’azione nata a sinistra con l’affondo di Zuniga. In mezzo Balzaretti non ce la fa a togliere la palla a Pandev che la difende per l’uruguaiano, stavolta a segno di sinistro, con la deviazione di Pjanic che fa impennare il pallone. La Roma non si arrende, anche se rischia su un contropiede di Hamsik. Destro, al quarto d’ora, sbaglia di nuovo davanti a De Sanctis, sempre su lancio di Totti: palla svirgolata sul fondo.

ARRIVA IL TRIS Zeman decide che la sua partita è finita: dentro Osvaldo per l’ultima mezz’ora. L’italoargentino offre la palla della rimonta a Lamela: De Sanctis è grande due volte, perché dopo la prima respinta arriva anche a chiudere su Pjanic. Poi Bradley, a porta vuota, tira fuori. Cavani, anticipando di testa Burdisso su angolo di Pandev, cala il tris al venticinquesimo, settima tripletta da quando è qui, la seconda di questo campionato dopo quella alla Lazio. Sono venticinque le reti in stagione. Osvaldo fa il suo decimo gol in campionato, diagonale di destro su lancio di Pjanic espulso subito dopo: doppia ammonizione, secondo giallo per proteste. Maggio segna il 4 a 1 prima del recupero e rende ancora più brutta la prima nel 2013 della Roma.
Il Messaggero – Ugo Trani