CORRIERE DELLO SPORT (Giorgio Marota) – “Tutto sommato, prima si chiude e meglio è”. La riflessione amara di Gasperini sul mercato fotografa bene il clima che si respira attorno alla Roma in questi ultimi giorni della sessione invernale. Il tecnico avrebbe voluto cinque innesti: due attaccanti centrali, un’ala sinistra, un esterno e un difensore. Davanti sono arrivati Malen e Vaz, ma al loro posto sono usciti Bailey e Baldanzi. L’intenzione era prenderne due pronti per salutare Dovbyk e Ferguson. Nella batteria della trequarti, dove ci sono Pellegrini, Dybala ed El Shaarawy a scadenza, al momento è approdato il giovane Venturino, ma nessuno con il pedigree richiesto dall’allenatore.
E gli altri ruoli? Dopo aver sondato varie piste, da Dragusin a Disasi per il pacchetto arretrato, a Fortini, Wolfe e Methalie per la fascia sinistra, constatando da una parte la crescita di Ghilardi e Ziolkowski e dall’altra la situazione legata a Tsimikas, che resterà fino a fine stagione, i dirigenti giallorossi si sono convinti a evitare spese superflue. O meglio, a rimandarle in estate. Soprattutto per quanto riguardala fascia, che nei prossimi mesi dovrebbe diventare orfana di Celik, prossimo all’addio a zero. Gran parte del tesoretto invernale è stato utilizzato per strappare al Marsiglia Robinio Vaz: per il diciottenne Massara ha messo sul piatto 20 milioni più 5 di bonus. Avrebbe potuto utilizzare questo budget (e forse non sarebbe stato sufficiente) per Sauer del Feyenoord o magari per Tel del Tottenham.
Per questioni economiche, ma forse diremmo anche progettuali e di filosofia societaria, la Roma non intende spendere cifre così consistenti per calciatori over 24. Ecco perché sta spingendo per il prestito di Carrasco. Ma gli arabi dell’Al-Shabab hanno alzato un muro. Il belga vuole raggiungere Gasp il prima possibile. Mancano solo quattro giorni al gong delle trattative.



