Mai più gol fantasma: in A arriva l’occhio di falco

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Corriere della Sera (G. De Carolis) – Il «vedo non vedo» del gol fantasma da quest’anno sarà un ricordo: in serie A arriva l’occhio di falco. Le telecamere sulla linea di porta aiuteranno arbitri e assistenti, daranno meno lavoro ai moviolisti e spegneranno un bel po’ di polemiche contribuendo, si spera, a svelenire il clima. Una novità, non da poco, applaudita dal presidente dell’Aia Marcello Nicchi: «Una soluzione che ci agevolerà parecchio e alleggerirà il lavoro degli assistenti». Ancor più chiaro è stato il designatore Domenico Messina che ha colto l’occasione però per porre dei paletti: «Questa tecnologia va benissimo, perché non ha interpretazioni soggettive come invece potrebbe essere le moviola in campo».

E se il presidente della Lega Maurizio Beretta è convinto che questo sarà «un campionato straordinario», quello della Lazio Claudio Lotito si è spinto decisamente oltre con le promesse: «Nel giro di tre anni, con le nuove norme varate dal presidente della Figc Carlo Tavecchio, sono certo che la serie A diventerà il campionato più trasparente del mondo. Potranno entrarne a far parte solo persone di specchiata moralità con tanto di certificazioni antimafia».
Si vedrà se la promessa sarà davvero mantenuta, per oggi restano le polemiche. La Lazio di Lotito deve ancora aprire la stagione con la sfida di Supercoppa dell’8 agosto a Shangai contro la Juve, ma il presidente punzecchia subito l’a.d. della Juve MarottaVinciamo da quattro anni è indifferente con chi giochiamo») con una frecciata: «Lo dirà la Juve cosa succederà in Cina, visto che sono abituati a vincere».
All’Expo il clima è di festa, ma non troppo. Pure il chairman canadese del neopromosso Bologna, Joey Saputo, proprietario anche dei Montreal Impact e nella classifica dei 300 uomini più ricchi del mondo, al suo esordio tra i grandi chiede subito un cambio di passo alla serie A: «Qui in Italia il calcio è vissuto ancora molto a livello di sport e questo va bene, deve però imparare a essere anche un business come sta accadendo negli Stati Uniti».
Chi invece ha davvero una mentalità da mondo dello spettacolo è il presidente della Samp Massimo Ferrero, gran mattatore tra i padiglioni dell’Expo. Improvvisate sul palco, selfie con i tifosi, strattoni al presidente genoano Enrico Preziosi: «Io sono la Befana, lui è Babbo Natale». E Preziosi: «Contento di essere Babbo Natale, vendo giochi». Per loro il derby della Lanterna, neanche a farlo apposta, è il giorno della Befana.

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