
La Gazzetta dello Sport (A. Catapano) – Non è la montagna che partorisce il classico topolino, ma il terremoto annunciato da più parti alla vigilia con l’arrivo della sentenza sul caso Pergocrema — «Prenderà una stangata», «Decadrà», «Comunque dovrà dimettersi» — al dunque si rivela poco più di una scossa. Mario Macalli barcolla, ma non molla.
FINO IN FONDO Sei mesi, non un giorno di più, di inibizione. Quanto dispone la sezione Disciplinare del Tribunale federale nazionale, presieduta da Sergio Artico, gli consente di restare più o meno saldo su tutte le poltrone che occupa: per scalzarlo da consigliere e vicepresidente Figc ci sarebbero voluti almeno 12 mesi e 1 giorno; per provare a indire subito nuove elezioni in Lega Pro sarebbe bastato un giorno in più dei sei mesi comminati (contro gli 8 richiesti da Palazzi), anche se, in quel caso, si sarebbe aperta una querelle (l’ennesima nella categoria) sull’interpretazione dello statuto di Lega Pro, che al punto 4.1 dell’articolo 11 richiede il «perdurare per oltre un semestre dell’impedimento del Presidente» per convocare immediatamente nuove elezioni per sostituirlo». Una condizione che, semplicemente, non si è verificata. Altra storia è la questione politica che la sentenza del Tfn solleva: è opportuno che Macalli resti al suo posto, affidando per sei mesi il governo della Lega Pro al vicepresidente Antonio Rizzo (favorito sull’altro vice Pitrolo)? Il dibattito è aperto, con un’avvertenza, che la Figc ha sempre tenuto in conto: ci sono altri due gradi di giudizio, in Corte d’appello e al Collegio di garanzia del Coni. E Macalli vuole l’assoluzione. Dalla Disciplinare l’ha ottenuta per il fallimento del Pergocrema, ma non per la contestuale registrazione dei marchi. È convinto di poter dimostrare la propria totale innocenza nel prossimo grado di giudizio. Non a caso il suo avvocato, Cesare Di Cintio, oggi stesso depositerà il pre-annuncio di ricorso alla Corte federale d’appello. Di sicuro, l’idea delle dimissioni non sfiora Macalli. Almeno fino alla prossima puntata.
